
Guardo fuori dalla finestra: le ultime foglie stanno cadendo, le montagne hanno già le prime pennellate di neve. È tardo autunno, e questo paesaggio che oggi ci sembra normale – bello, familiare, perfino rassicurante – per quanto tempo potremo ancora viverlo così? L’1% più ricco del pianeta non solo contribuisce in modo enorme alla crisi climatica, ma spesso non fa nemmeno la sua parte per difendere il pianeta.
Mi volto e torno alla realtà. Sul giornale si legge che i ricchi diventano sempre più ricchi. E che sono anche tra i maggiori responsabili dell’inquinamento e della crisi climatica. E allora mi chiedo: quando inizieranno ad assumersi davvero la responsabilità di ciò che stanno causando? Ogni giorno sentiamo parlare di super-ricchi che mettono a rischio il pianeta per i loro interessi. Jeff Bezos ed Elon Musk, in soli 90 minuti, emettono la stessa quantità di CO₂ che una persona comune emette in un’intera vita. Ma non è solo una storia che arriva da oltreoceano: succede anche qui, in Svizzera. L’1% più ricco – incluse le grandi multinazionali – consuma più carbonio del resto della popolazione, e ci guadagna pure sopra. Allora perché non chiedere loro di pagare finalmente la loro parte, anche attraverso la leva fiscale?
È esattamente ciò che propone l’iniziativa “Per il Futuro” della GISO in votazione il prossimo 30 novembre. La crisi climatica non colpisce tutti allo stesso modo, anzi: amplifica le disuguaglianze. E chi contribuisce di più al problema oggi, spesso è anche chi contribuisce meno alle soluzioni.
L’iniziativa chiede di introdurre un’imposta di successione del 50% sulle eredità sopra i 50 milioni di franchi. Significa che, se qualcuno eredita 60 milioni, pagherebbe 5 milioni. Una cifra importante? Certo. Ma enormi sono anche i danni che i super-ricchi stanno causando al clima.
Ecco perché quest’iniziativa è un passo fondamentale per il futuro del pianeta e delle giovani generazioni.
Laura Guscetti, membro GISO
