
Ultimo termine per votare “sì” alla tredicesima AVS, in particolare per rispettare la Costituzione Federale, secondo cui (art.122 §b) “le rendite devono coprire adeguatamente il fabbisogno vitale”: di fronte a un costo della vita crescente le rendite vanno dunque aumentate.
L’AVS ha molte riserve
Per i prossimi anni la proposta è certamente sostenibile, AVS ha molte riserve, e per il futuro si possono pensare a fonti di entrata supplementari, come un aumento della tassa sulle sigarette, o l’introduzione di una tassa anche sulle sigarette elettroniche.
Le opinioni dei contrari
Ho letto con attenzione gli argomenti dei contrari: se essi avessero avuto la maggioranza nel 1948, la AVS non sarebbe mai stata introdotta. “Lasciamo solo un aiuto per i più poveri”, essi dicono (ma sono gli stessi che quando si parla di aumentare le Prestazioni Complementari, votano di “no”).
Il motto “uno per tutti, tutti per uno” non ha perso la sua attualità
Quando i contrari parlano di “aiuti ad innaffiatoio”, essi fanno confusione (secondo me in malafede) tra assistenza (aiutare i poveri) e assicurazione: la AVS è un’assicurazione, si pagano i contributi e alla fine si riceve la rendita. Anche i ricchi pagano, anzi pagano molto di più dei poveri, ed è corretto che ricevano. È vero che i ricchi non hanno bisogno della AVS, però la AVS ha bisogno dei ricchi, eccome! Ma il motto “uno per tutti, tutti per uno” non ha perso la sua attualità.
Maddalena Ermotti-Lepori, granconsigliera del Centro

