
Dalla stampa abbiamo appreso dell’intenzione espressa a maggioranza dal Municipio di Lugano, di vietare sul territorio del comune l’affissione dei manifesti del Comitato d’iniziativa “per il divieto di edificazione dei minareti”. Il nostro gruppo ritiene che tale divieto costituirebbe una grave violazione del diritto costituzionale che garantisce la libertà d’espressione. Sarebbe inoltre del tutto gratuito, perché il preteso carattere diffamatorio che si attribuisce al manifesto è il frutto di un’interpretazione soggettiva che l’autorità non può imporre alla popolazione. Altrettanto non si può accettare che un presunto cattivo gusto – peraltro non peggiore di quello che Pro Infirmis ha dimostrato nella recente campagna di voto sull’aumento dell’IVA, strumentalizzando per i suoi fini degli andicappati – giustifichi un divieto dell’affissione dei manifesti. In aggiunta, c’è poi da osservare che la Commissione federale contro il razzismo li ha giudicati non perseguibili ai fini del famigerato articolo 261 bis del Codice penale. Un manifesto, per avere successo, deve essere provocatorio e suscitare emozioni, stimolando così il dibattito su un tema che noi riteniamo molto importante e di cui il minareto è soltanto una delle sfaccettature: quella della strisciante islamizzazione dell’Occidente. Il manifesto in questione è decisamente provocatorio e, in un periodo in cui si lamenta il poco interesse per la cosa pubblica e una vieppiù scarsa partecipazione dei cittadini alle votazioni, l’incentivo da esso dato al dibattito pubblico è da considerare positivo. Ci chiediamo infine se sia il caso che il Municipio trascini la Città in una diatriba penale – il comitato d’iniziativa sta valutando la via della denuncia penale per violazione del diritto alla libertà d’espressione nei confronti dei comuni schierati in questa direzione – per imporre un divieto gratuito, verosimilmente anticostituzionale e sicuramente controproducente per chi osteggia l’iniziativa. Indipendentemente dall’esito di queste denunce, il santo non vale a nostro avviso la candela. Anche considerando il fatto poi, che l’esito della votazione popolare potrebbe anche smentire un’avventata presa di posizione. In considerazione di quanto sopra, invitiamo il Municipio a un ripensamento, evitando di prendere una decisione superflua e che sicuramente non fa l’unanimità dell’elettorato luganese. Vogliate gradire i nostri più cordiali saluti, Eros Mellini, Alessandra Noseda Fontana, Marco Chiesa, gruppo UDC in Consiglio comunale Lugano
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