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Joy G Cometta
Servizio pubblico e coerenza politica, il nodo ticinese
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Red. Online
11 giorni fa
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Nel dibattito ticinese sul servizio pubblico e sui presunti «valori svizzeri» emergono contraddizioni che mettono in discussione la credibilità di alcuni protagonisti politici. Fa discutere il fatto che Lorenzo Quadri abbia consentito, tra il 2017 e il 2022, al lobbista J. Aschwanden, legato a Liberty Global, l’accesso alle sale private del Parlamento. Successivamente, Piero Marchesi ne avrebbe garantito la continuità. Un segnale interpretato da alcuni come un sostegno alla concorrenza straniera nei confronti della SSR, che solleva interrogativi sul peso degli interessi esteri nelle istituzioni federali. Un ulteriore elemento riguarda un esponente favorevole all’iniziativa 200 franchi che ha mosso mari e monti per essere nel Consiglio di amministrazione delle AIL, alimentando dubbi su possibili intrecci tra ambizioni personali e gestione pubblica.

Un cantone che invecchia

Il caso della RSI è emblematico, i sostenitori della riduzione del canone non considerano l’indotto economico e culturale generato sul territorio. In un cantone che invecchia e fatica a trattenere i giovani, ridurne la presenza significa mettere a rischio posti di lavoro qualificati e opportunità di sviluppo. Particolarmente criticata è stata la posizione di due consiglieri di Stato che, sul tema del canone, si sono smarcati senza chiarire come compensare le possibili ricadute economiche e sociali. Dimostrando una scarsa lungimiranza e visione a lungo termine a favore del nostro cantone. Parlare di tagli senza considerare le conseguenze su famiglie e lavoratori alimenta la distanza tra istituzioni e cittadini.

No all'iniziativa

La questione di fondo resta la fiducia. Può una politica che si proclama difensore dell’identità nazionale ignorare il diritto di una minoranza alla perequazione e al giusto trattamento che fa grande la nostra nazione? Senza una riflessione seria sull’impatto umano delle scelte finanziarie, il rischio è quello di accrescere sfiducia e precarietà in un territorio già fragile come il nostro. No all’iniziativa dei 200 franchi!

Joy G Cometta, muncipale Arogno

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