
Il prossimo 14 giugno 2026 saremo chiamati alle urne per esprimerci sulla revisione della Legge sul servizio civile. Si tratta di un tema che tocca da vicino il funzionamento del nostro sistema di milizia e, più in generale, la capacità della Svizzera di garantire sicurezza, solidarietà e coesione.
Negli ultimi anni, il numero di passaggi dall’esercito al servizio civile è aumentato in modo marcato. Questo fenomeno non riguarda soltanto l’esercito, ma ha ripercussioni anche sulla protezione civile e quindi sulla capacità di gestione delle emergenze. Quando un numero crescente di persone lascia l’esercito, infatti, si riduce il bacino complessivo di cittadine e cittadini disponibili per intervenire in caso di necessità. Il risultato è un sistema più fragile proprio nei momenti in cui dovrebbe dimostrarsi più solido ed efficiente.
Un primo argomento a favore del Sì riguarda dunque il ripristino dell’equilibrio tra i diversi strumenti del nostro modello di milizia. Esercito, protezione civile e servizio civile devono essere complementari e rafforzarsi a vicenda, non entrare in competizione. Solo così è possibile assicurare una risposta coordinata ed efficace alle sfide del presente e del futuro.
Un secondo punto centrale è quello dell’equità. La scelta tra esercito e servizio civile deve rimanere una decisione basata su convinzioni personali profonde, legate ai conflitti di coscienza. Non deve invece trasformarsi in una scorciatoia dettata da considerazioni di comodità. Se una delle due opzioni diventa sensibilmente più attrattiva in termini di condizioni o di impegno richiesto, si crea uno squilibrio che mette in discussione la credibilità e la legittimità dell’intero sistema.
Vi è poi un terzo elemento: la capacità della Svizzera di reagire alle crisi. Che si tratti di catastrofi naturali, emergenze sanitarie o tensioni internazionali, il nostro Paese si fonda su un sistema di milizia solido, affidabile e ben coordinato. Indebolire uno dei suoi pilastri significa inevitabilmente indebolire anche gli altri, con conseguenze concrete sulla nostra sicurezza collettiva.
La revisione proposta non mette in discussione il valore del servizio civile, che resta un pilastro importante del nostro sistema. Al contrario, mira a preservarlo nel lungo periodo, evitando uno sviluppo squilibrato che rischierebbe di comprometterne la sostenibilità e l’accettazione.
Sostenere questa revisione significa quindi rafforzare l’insieme del nostro sistema di milizia, garantendo equilibrio, equità ed efficacia. È una scelta responsabile per assicurare che anche in futuro la Svizzera disponga degli strumenti necessari per affrontare con prontezza e solidarietà le sfide che la attendono.
Cosimo Lupi, Consigliere comunale PLR Gordola

