
Interrogazione - Sigilli al Lumino’s. Ma non era tutto a posto? Spettabile Consiglio di Stato, il 22 luglio 2012 presentavo una interrogazione nella quale chiedevo lumi, si scusi il gioco di parole, sul Lumino’s, il locale nel quale si esercitava la prostituzione. Nel frattempo, come emerge dalle cronache, al locale sono stati apposti i sigilli (ieri per la precisione). Strano, visto che, come dicevo nella mia interrogazione a tutt’oggi senza risposta, durante la conferenza stampa organizzata da polizia e magistratura il 17 luglio 2012 la polizia aveva elencato i quattro "contact club" ticinesi che sarebbero stati in possesso di regolare permesso per ospitare attività di prostituzione. Tra questi figurava anche il club Lumino's. Quindi la polizia ha preso un granchio allora, o ieri? (si consideri questa domanda come non retorica ma parte effettiva dell’interrogazione) In quell’occasione facevo quattro domande cui oggi mi permetto di sollecitare la risposta (nove mesi bastano per fare un bambino ma evidentemente non per rispondere a una interrogazione). A quelle domande, che per comodità ripropongo qui di seguito, aggiungo la quinta domanda, che trovate alla fine. Sia detto per inciso che nel frattempo la popolazione di Arbedo-Castione ha respinto la zona a luci rosse prevista dalla pianificazione comunale. 1. Come interpreta il Consiglio di Stato le parole del Sindaco di Lumino, Curzio de Gottardi? Qual è la versione giusta, quella del sindaco o quella della polizia in conferenza stampa? 2. A dipendenza della risposta al primo quesito, come mai la polizia dichiara regolare un bordello che il Comune non ha mai autorizzato? 3. Quanti permessi ha rilasciato la polizia a prostitute che hanno dichiarato di lavorare al Lumino's? E quante prostitute vi lavorano attualmente? 4. Se il Lumino's dovesse essere costretto, ad esempio dalla polizia, a chiudere, dove saranno indirizzate le donne "regolari" che vi lavorano? 5. Visto che nel frattempo il Lumino’s è stato chiuso (sono stato facile profeta), che fine hanno fatto le donne che vi lavoravano; sono state allertate le associazioni di sostegno, quali altre eventuali misure a loro tutela sono state prese?
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