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Sergio Savoia - Prostituzione, il Governo non accampi scuse
Redazione
13 anni fa

Interrogazione - Prostituzione: il Consiglio di Stato risponda senza accampare scuse Il 22 maggio 2013 il CdS rispondeva in un colpo solo a ben nove interrogazioni riguardanti il tema della prostituzione. Senza entrare nel dettaglio di tutte le risposte fornite, ce n’è una che riguarda la mia interrogazione n.87.13 che solleva forti perplessità che, mi sembra, meritino di essere approfondite. Il servizio TESEU è subordinato alla polizia cantonale, la quale – a sua volta – risponde al DI e al Consiglio di Stato. È pacifico – o per lo meno lo è stato fino al 22.5.2013 - che tra i compiti del Consiglio di Stato ci sia dunque quello di rispondere al Parlamento anche per quanto fanno o affermano i propri subordinati, a maggior ragione se questo avviene in una conferenza stampa ufficiale, peraltro annunciata anche sul sito internet del Governo. In sostanza è normale che il parlamentare che voglia avere lumi sull’operato della polizia si rivolga non direttamente a questa ma all’autorità che, nell’esecutivo, ha la responsabilità politica. La domanda posta nell’interrogazione era chiara: “Come mai la polizia in una conferenza stampa indetta con la magistratura il 17 luglio 2012 dichiara regolare un bordello che il Comune non ha mai autorizzato?”. Nella risposta l’Esecutivo riconosce che la conferenza stampa era stata co-organizzata dalla polizia cantonale, ma non risponde al quesito accampando come scusa – e qui mi pare si superi la soglia dell’umorismo involontario oltre che quelli della correttezza istituzionale – che “non eravamo presenti per cui non siamo in grado di pronunciarci in merito”. I quesiti: Durante la conferenza stampa del 17.7.12 la polizia ha stilato la lista dei 4 “bordelli” in regola. Tra questi il Lumino’s, che il Consiglio di Stato a distanza di qualche mese ha, invece, definito irregolare. Chi ha detto alla polizia che al Lumino’s era tutto regolare? Il Consiglio di Stato si attivi per avere una risposta vera a questa domanda e a quella contenuta nella mia interrogazione. La maldestra scusa dell’assenza personale del consigliere di stato responsabile, o di un suo rappresentante, dalla conferenza stampa, non autorizza il CdS a non rispondere, visto soprattutto che a parlare era formalmente l’autorità. Chiediamo quindi, aggiuntivamente: - La risposta del CdS significa che ogni funzionario può ufficialmente dire tutto e il contrario di tutto, senza che il Governo sia direttamente coinvolto? - Per quale motivo il Consiglio di Stato non si attiva per verificare che cosa abbiano pubblicamente dichiarato i propri funzionari dirigenti, e i motivi di tali dichiarazioni? Sergio Savoia, gran consigliere Verdi

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