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Sergio Savoia - Basta con il Far West, blocchiamo i ristorni
Redazione
13 anni fa

Mozione - Basta con il Far West: bloccare i ristorni per sbloccare la situazione

Lo sviluppo economico da Far West che è derivato dall’accordo di libera circolazione delle persone è deleterio non solo per il nostro mercato del lavoro ma anche per il nostro territorio.

In Ticino lavorano 60'000 frontalieri e circa 50'000 auto varcano le frontiere ogni mattina. L'occupazione dei veicoli è di 11 frontalieri ogni dieci auto. Il tutto è contenuto in uno studio presentato dal consigliere di Stato Claudio Zali il 10 febbraio.

Le rete viaria nel Sottoceneri è al collasso e la soglia di sostenibilità è stata superata da tempo. Beninteso il problema non riguarda solo i frontalieri. Ma 50'000 auto che passano i valichi doganali ogni giorno contribuiscono in maniera determinante al tracollo del nostro sistema di trasporti.

Sulla base di questi fatti, va ricordato che l’accordo che prevede il riversamento del 38,8% del gettito dell’imposta alla fonte all'Italia sarebbe dovuti servire anche a costruire le infrastrutture di trasporto e di interscambio sul versante italiano.

La realtà è ben diversa, purtroppo. Il peso della mobilità transfrontaliera è quasi interamente sulle spalle del Ticino e della Svizzera. Per non parlare di situazioni grottesche come quelle del blocco dei lavori della Stabio-Arcisate o i servizi di autobus “sequestrati” dalla polizia italiana che si sono svegliati con il piede sbagliato.

Ma non è solo una questione di traffico. Recentemente la SonntagsZeitung ha pubblicato un'inchiesta dalla quale emerge che il Ticino ha la più forte crescita di nuove aziende che però formano una specie di economia parallela, assumono solo frontalieri e non lasciano niente alla popolazione locale.[1]

Un paio di giorni fa è stato il Tages-Anzeiger a lanciare l'allarme. Il Ticino è il cantone che negli ultimi 25 anni ha perso la più alta percentuale di aree di interesse paesaggistico: ben il 16,1%, una superficie pari a 52'000 campi di calcio. Anche qui le responsabilità non sono certo esclusivamente dei frontalieri ma appare certo che quello che per anni ci è stato descritto come il "successo economico" della libera circolazione ha avuto come corollari dumping salariale, sostituzione della manodopera residente, aumento della disoccupazione ILO ma anche la devastazione del nostro limitato e prezioso territorio.

E, a titolo abbondanziale, adesso anche Valera, l'ultimo polmone verde del Mendrisiotto, è in pericolo perché il municipio di Mendrisio vuole destinarlo a nuovi insediamenti di aziende, nonostante le 7000 firme raccolte da una petizione che ne vorrebbe salvaguardare il pregevole carattere agricolo.

Fatte queste considerazioni e, aggiuntivamente, ricordati i contenziosi ancora aperti e irrisolti con l’Italia, segnatamente la presenza delle aziende svizzere sulle black list italiane, nonostante il rispetto di parametri internazionali OCSE (un atto unilaterale ben peggiore della sospensione della restituzione dei ristorni); ricordato anche come, nell’occasione dello sblocco dei ristorni quasi tre anni fa ci furono fatte promesse, da parte del governo federale, che sono rimaste lettera morta, con la presente mozione i sottoscritti deputati chiedono al governo di attuare immediatamente il blocco dei ristorni ai frontalieri a tempo indefinito, come elemento incentivante per la controparte italiana e le nostre autorità federali, al fine di sbloccare definitivamente le seguenti questioni:

Impegni precisi e vincolanti a favore della mobilità nei comuni italiani di confine, utilizzando a questo scopo i fondi riversati dalla Svizzera all’Italia.Stralcio delle aziende svizzere dalle black list italiane.Rescissione dell'accordo sui frontalieri, come chiesto recentemente dal Gran Consiglio all'unanimità;Implementazione immediata da parte della Confederazione della mozione Cassis per il pagamento dell'IVA anche per lavori al di sotto dei 10'000.- per i padroncini.

Sergio Savoia, Francesco Maggi, Elena Bacchetta, Michela Delcò Petralli, Claudia Crivelli Barella, Attilio Bignasca, Marco Chiesa

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