
Prologo. La nuova dirigenza, che oggi va sostenuta senza se e senza ma, riuscirà a rilanciare il partito, se oltre a riconciliare saprà girare in opportunità le esperienze negative del recente passato. Lasciatemi dire che gli amici fondatori di Idea Liberale sono esemplari nel favorire il clima di ripartenza attorno al nuovo Presidente. Stanno arginando una sicura diaspora liberale, difendono il notevole patrimonio di esperienza liberale altrimenti evaporato o confluito in altri partiti, sperano in un possibile rinnovamento liberale non fuori ma nel partito. Sono realista, quello di oggi potrebbe rivelarsi un “piccolo passo per le correnti ma un grande balzo per il partito”. A che punto siamo? La globalizzazione con i suoi disastri, ma anche con le sue nuove opportunità, sta riaccendendo ovunque pericolose contrapposizioni massimaliste tra benessere individuale e bene comune. Qui da noi, l’unità tra benessere individuale e bene comune ha iniziato a scricchiolare negli ultimi tempi anche a causa dell’abbandono della via impegnativa del rilancio competitivo per deviare su quella più “pacifista” del declino controllato. La conseguenza, complice anche “l’avaria” del PLR, è che ci stiamo pericolosamente chiudendo impauriti su noi stessi. Diventiamo reazionari anziché propositivi e perdiamo la speranza positiva sia nell'uomo che nel futuro. Come muoverci? Cambio di prospettiva. Per riunire benessere individuale e bene comune urge tornare sui binari del rilancio, non solo economico, ma umanistico integrale. Occorre però cambiare prospettiva: invece di continuare a considerarci l’ultima generazione, proviamo ad agire in politica come se fossimo la penultima. Questa è la nuova responsabilità pubblica che il PLR unito dovrebbe assumere. La realtà non bluffa e invoca 5 necessità urgenti di ri-equilibrio per modernizzare Paese e Stato: 1. Necessità: politica legiferare con la consapevolezza che il cittano non è più contemporaneamente: elettore, contribuente e beneficiario di servizi pubblici; ma che questi ruoli sono spesso in concorrenza Obiettivo: ri-equilibrare diritti e doveri. 2. Necessità: sociologica promuovere la società civile tramite il principio di sussidiarietà nel dare risposte anche non statali a bisogni pubblici in modo efficace ed efficiente Obiettivo: ri-equilibrare libertà e responsabilità. 3. Necessità: economica Promuovere, proteggere e premiare l'economia locale produttrice insostituibile di socialità; difendere redditi e sostanza privata e incentivare lavoro e imprenditoria tramite una fiscalità competitiva; ristrutturare la spesa pubblica: non spendendo necessariamente meno, ma meglio ! Obiettivo: ri-equilibrare autonomia personale e dipendenza pubblica. 4. Necessità: educativa/culturale integrare in un modello aperto e innovativo tutte le pluralità educative/culturali sia statali che private e rivalutare il ruolo del docente Obiettivo: ri-equilibrare i ruoli di genitori, allievi, datori di lavoro e mondo scolastico 5. Necessità: istituzionale uscire dal paternalismo di stato premiando i Comuni aggregati ridistribuendo in modo innovativo i compiti tra Cantone e Comuni e il loro finanziamento Obiettivo: ri-equilibrio tra centralismo burocratico e decentramento politico Concludo. Ringraziando il Presidente uscente e i suo staff e nell'augurare al nuovo Presidente un ottimo lavoro, ricordiamoci di Thomas Stearns Eliot (premio Nobel della letteratura nel ’48) che diceva: “stiamo attenti nel voler costruire sistemi talmente perfetti in cui l’uomo non ha più bisogno di essere buono” Sergio Morisoli
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