
Il 15 ottobre 2012 presentavo una Mozione (registrata con MO929) dal titolo: “Il Ticino del presente e del futuro: 400 milioni per ristrutturare e generare nuovo business e lavoro”. Alle Mozioni il Governo dovrebbe dare un seguito con un Mesaggio entro 6 mesi dalla presentazione e quindi il Parlamento dovrebbe presentare un rapporto entro 1 anno dal messaggio governativo. Sono passati 18 mesi e nessuno segno di entrata in materia o di risposta. La situazione che si è venuta a creare nell’economia e sul mercato del lavoro cantonale a partire dagli ultimi 10 anni e che ha portato il Popolo ticinese a votare con quasi il 70% di voti favorevoli l’iniziativa UDC contro l’immigrazione di massa; non possono lasciare tranquilli.
Evidentemente si tratta di un problema di giusto equilibrio tra posti di lavoro ticinesi (160'000) e potenziali lavoratori indigeni e stranieri (ca. 4'000'000) da regolare e governare. Ma certamente si tratta anche di un problema di mancata crescita economica, e di mancanza di progettualità e risorse per generare nuovo business. Considerato che questa legislatura è avviata sulla via del tramonto in termini temporali e in senso figurativo in materia di politica economica, e per non perdere anche la prossima Ripropongo qui di seguito integralmente il contenuto della MO929 del mese di ottobre 2012. Con un aggiunta:
- Chiedo che sia studiato e creato un “Fondo Futuro”, se del caso contabilizzato e gestito fuori dal piano di investimenti tradizionali, per finanziare le misure contenute nella MO929 e che sia dotato di 400 mio di franchi da ammortizzare sull’arco di X anni con lo 0.5% calcolato sul totale di spesa corrente e di investimento annuale del Cantone.
Mozione - Il Ticino del presente e del futuro: 400 milioni per ristrutturare e generare nuovo business e lavoro (del 15 ottobre 2012)
È chiaro a tutti che in questo momento il Ticino sta subendo almeno quattro effetti che si sovrappongono:
- subisce prevalentemente i lati negativi degli accordi bilaterali
- subisce il franco forte, gli attacchi alla sua piazza finanziaria
- subisce la marginalizzazione politica rispetto alle decisioni di Berna sia in politica interna che estera
- subisce il proprio deficit di progettualità
Queste incidenze contemporane, provocano: smarrimento tra i politici, insicurezza e disinvestimenti tra gli imprenditori, disoccupazione tra i lavoratori, incertezza e delusioni tra i giovani e le giovani famiglie, tensioni a scapito della pace del lavoro, penalità ai più deboli, minori risorse finanziarie private e pubbliche.
Possiamo scegliere tra il continuare a dare la caccia ai "colpevoli" o prendere in mano il nostro destino.
Per questa ragione chiedo al Governo di organizzarsi, vedi mozione del 24 settembre 2009 È ora di un "Patto economico di Paese", affinché possano essere date delle risposte concrete sia per il presente che per il futuro.
A quasi metà legislatura non tutto è ancora perso e non è ancora troppo tardi per intervenire attivamente sulle condizioni e i motori che generano crescita, benessere e prosperità. Se offriamo, investendo soldi pubblici, un piano strutturato di macromisure che produrranno valori aggiunti, anche gli investitori privati faranno lo stesso e seguiranno. Non sempre è così, ma le circostanze del momento fanno sì che tocchi allo Stato dimostrare di crederci, muoversi e finanziare per primo. In questo momento gli investitori privati cercano sbocchi laddove vedono positività e speranza non solo di mercato immediato ma anche di "Standort" futuro. Noi possiamo e dobbiamo sfruttare questo momento per profilarci in modo forte in controtendenza alla rassegnazione generale, investendo e osando per attrarre nuovo business e lavoro per il futuro.
Mi permetto di suggerire alcune proposte per il Patto economico di Paese, senza la pretesa dell'esaustività o dell'infallibilità, sia per il presente che per il futuro.
A. Presente: un credito speciale di 100 milioni per ristrutturare lo Stato e il suo agire
Leggi e regolamenti. Rivediamo e ripuliamo leggi e regolamenti, eliminiamo burocrazia affinché chi vuole intraprendere e fare sia favorito, togliamo i bastoni dalle ruote di chi ha idee e spirito imprenditoriale sia aziendale che nel non profit.
Fisco. Ritiro del messaggio sul moltiplicatore cantonale d'imposta. Procediamo immediatamente con un piano di sgravi complessivo ed equo per tutti, persone fisiche e giuridiche, e con l'amnistia cantonale, riconquistiamo i primi posti quanto a competitività fiscale tra Cantoni, andiamo alla ricerca dei globalisti.
Spesa controllata. Abbandoniamo il concetto del "tassa e spendi" e adottiamo quello dello spendi ciò che hai e quello dello spendi meglio.
Esclusione. Lottiamo contro l'esclusione: educativa, professionale, geografica, sociale, di anzianità controllando l'efficacia e l'efficienza delle centinaia di misure già in atto, se del caso cambiandole.
Occupazione giovanile. Promuoviamo l'occupazione giovanile sponsorizzando posti di lavoro nelle aziende esistenti e nuove; rischiamo mezzi pubblici nelle start up e nelle successioni di aziende.
Giustizia e sicurezza. Facciamo funzionare bene e celermente la giustizia e la magistratura, garantiamo sicurezza mirata di prossimità con la Polizia ma anche con soluzioni innovative e flessibili e coinvolgendo la società civile direttamente.
Humus economico. Difendiamo e promuoviamo la nostra industria, la nostra piazza finanziaria e il nostro turismo; sfruttiamo i "gioielli di famiglia" AET e BS, ristrutturiamoli e irrobustiamoli.
Accordi. Rispondiamo con i fatti, se del caso con le rime, all'asimmetria di applicazione della reciprocità dei bilaterali e accordi vari, scovando gli spazi legali di manovra dei singoli accordi.
Istituzioni. Acceleriamo non solo la fusione fisica dei comuni ma soprattutto il riparto di compiti tra Cantone e Comuni aggregati, dando maggiori libertà e responsabilità a chi vuole correre veloce e stimolando chi va lento.
B. Futuro: un fondo pubblico ad hoc chiamato "Futuro" di 300 milioni
Promozione economica. Ripartiamo in modo sistematico a caccia di aziende e di attività all'estero e in Svizzera interna da portare in Ticino (una sorta di Copernico 2) andiamo a caccia di imprenditori nuovi in grado di creare posti di lavoro, premiamo fiscalmente quelle imprese esistenti che resistono e lottano sul mercato impiegando dipendenti residenti, occupiamoci della successione aziendale (75'000 imprese in Svizzera rimarranno senza successore nei prossimi 8 anni, circa 5'000 in Ticino!)
Politica estera. Creiamo una vera politica estera, dotandola dei giusti mezzi verso Berna e verso la Lombardia e l'Italia che si occupi della reciprocità dei Bilaterali, dei problemi di frontiera, della piazza finanziaria, della fiscalità internazionale, della migrazione, dei temi strategici aperti con Berna nei trasporti e la mobilità.
Mobilità. Investiamo nella mobilità: con soldi pubblici e privati anticipiamo i lavori per AlpTransit a sud di Lugano, battiamoci per il raddoppio del Gottardo e la scorrevolezza della Mendrisio-Lugano, realizziamo al più presto l'attraversamento del piano di Magadino.
Educazione. Ridiamo prestigio alla scuola pubblica, mettiamo a posto la scuola dell'obbligo e il settore della scuola media in particolare, che è la spina dorsale dell'educazione. Partiamo dalle molte cose buone che ci sono e miglioriamole. Valorizziamo il patrimonio di know how dei docenti e dei dirigenti delle sedi in questo processo di rilancio. Rifocalizziamo l'orientamento professionale, consolidiamo USI e SUPSI e creiamo una rete educativa extrascolastica coinvolgendo e sfruttando il meglio del non profit sportivo, culturale, sociale.
Poli d'eccellenza, pubblici, privati-pubblici, privati-privati. Fondiamo poli settoriali di eccellenza che faranno da locomotive: polo Idroelettrico e energie alternative per cogliere il trend mondiale della eco-compatibilità, industriale, ricerca e sviluppo; polo della Bellezza e qualità della vita per perseguire l'eccellenza con la creazione della Ticino Wellness Factory mescolando ad hoc cultura, turismo, spettacoli, musica, cinema, paesaggio e ambiente, wellness; polo Architettura per l'eccellenza della bellezza del progettare, pianificare e del costruire edifici e spazi collegando anche altre discipline; polo Scienze della vita investendo nell'eccellenza dalla ricerca scientifica all'innovazione industriale; polo Finanziario/Arbitrale per l'eccellenza verso i mercati del Mediterraneo; polo Sanitario per le eccellenze nelle cure: Cardiocentro, IOSI, neonatologia, terza età.
Città Ticino. Ridefiniamo le funzionalità e i contenuti del territorio, tenendo conto che grazie ad AlpTransit Lugano-Locarno-Bellinzona disteranno 15 minuti una dall'altra, e Mendrisio-Chiasso sono porta SUD da e per la Svizzera e il centro Europa. Le Valli e le montagne luogo di svago e di ricreazione per potenzialmente alcuni milioni di persone. Tenendo conto di distribuire equamente i poli di eccellenza menzionati al punto 5.
L'aspetto finanziario dei due cantieri è distinto. Propongo. Per il Presente (100 mio) si tratta di crediti speciali che incidono sulla gestione corrente (come i compiti nuovi) per i prossimi 2 o 3 anni. Per il Futuro (300 mio) si tratta di un fondo ad hoc da contabilizzare fuori dagli investimenti regolari e da ammortizzare sull'arco di 10 anni. Oggi annualmente si spendono circa 3'750 milioni all'anno di spesa corrente e investimenti. Un piano come quello proposto è circa il 10% di questa spesa annua, ma diluita sui 10 anni, il che significa un'incidenza annuale reale dell'1 %. La correzione del Presente e la progettazione del Futuro sono possibili, da una parte con le correzioni di spesa usuali e la revisione dei compiti auspicata, ma dall'altra necessitano di investimenti nuovi mirati ad hoc per la crescita. Quindi investiamo nei motori della crescita.
Sergio Morisoli
Conclusione
Con il rilancio di questa mozione intendo insistere sul fatto che il problema del mercato del lavoro ticinese e della non crescita economica locale è serio ed è una vera emergenza economica per il presente ma pure sociale per il futuro; ciò è risolvibile solo creando nuove opportunità di impiego e allargando quelle esistenti per tutti; non inventando formule per spartirsi, magari con autolesionismo, il poco che rimane del declino che abbiamo imboccato.
Sergio Morisoli, AreaLiberale, 25 marzo 2014
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