
Finalmente il 28 febbraio andremo a votare e l’esito, per due temi importanti: il risanamento della galleria autostradale del Gottardo e l’iniziativa contro la speculazione alimentare, inciderà nel bene o nel male sul futuro del settore agricolo. Per fugare ogni dubbio, ecco i suggerimenti di voto dell’Unione Svizzera dei Contadini e dell’Unione Contadini Ticinesi: SÌ per il S. Gottardo e libertà di voto per la speculazione alimentare.
Per il primo tema aleggia un’incertezza e una confusione disarmante per chi deve votare, causata da un milione di prese di posizione che hanno poco di oggettivo e danno un quadro sempre più complesso della questione, infarcito di tante speculazioni, studi e pseudo-studi, inclusi dei ricorsi a dir poco fantasiosi. Siccome non riguarda direttamente l’agricoltura, non entrerò nei dettagli della sicurezza nella galleria, che personalmente ritengo un punto di per sé essenziale per votare a favore. Senza il secondo tunnel, il nostro Cantone rimarrebbe isolato per anni senza un collegamento stradale diretto con il resto del Paese. Questo in assenza di progetti alternativi concreti, il S. Bernardino non è un’opzione fattibile e la ferrovia ha una capacità limitata e costa di più, checché se ne dica. Ciò causerebbe grossi danni alla nostra agricoltura e all’economia, e molti posti di lavoro sarebbero a rischio. L’agricoltura ticinese dipende in modo imprescindibile dal resto della Svizzera, per l’export (ortaggi, formaggi, animali da macello, vini, …) e per l’import (concimi, foraggi, prodotti fitosanitari, …). Il trasporto su strada permette la distribuzione veloce di prodotti freschi, senza deteriorarne la qualità, così come il trasporto di animali tenendo conto delle Leggi in materia di protezione degli stessi. Se si dovesse mettere tutto su rotaia, scommetto che ci sarebbe un’ulteriore sottrazione e perdita di terreni agricoli (magari temporanea per i prossimi anni), come capitato con Alptransit, per le stazioni di carico/scarico e trasbordo.
Il secondo tema nasconde diversi punti interrogativi che ci hanno fatto optare per la libertà di voto. Gli autori dell'iniziativa hanno condotto una seria riflessione sul problema della nutrizione della popolazione mondiale, volendo ridurre la penuria alimentare e permettere a tutti di mangiare a prezzi ragionevoli. Su questi principi siamo d’accordo, così come sul fatto che è importante disporre di mezzi sufficienti di stoccaggio per attenuare con successo eventuali cattivi raccolti. Tuttavia ci chiediamo se questa iniziativa è il modo più appropriato per affrontare queste sfide. Riteniamo che solo affrontando il problema su scala internazionale sia possibile avere successo nella lotta alla speculazione alimentare; finché ci si limita alla Svizzera, queste regole non avranno alcun effetto. Non siamo sicuri che la speculazione possa spingere i prezzi verso l'alto e temiamo che questa iniziativa possa avere ripercussioni negative per la Svizzera, dove risiedono circa 600 aziende attive nel commercio di materie prime, che danno lavoro a 10mila persone generando il 3,4% del PIL. Da noi abbiamo i mezzi per fare qualcosa per la sicurezza e contro gli sprechi alimentari di questo pianeta, preservando i terreni agricoli, producendo noi il nostro cibo e insegnando a milioni di piccoli agricoltori nel mondo a ottimizzare i metodi di produzione agricola.
Sem Genini, segretario agricolo UCT
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