
Capita a volte che i politici, specie quelli distintisi per la loro indipendenza e il loro coraggio nel denunciare certi misfatti, ricevano delle interessanti segnalazioni da cittadini che per un motivo o per l’altro preferiscono rimanere nell’anonimato. Se gli argomenti denunciati sono di interesse pubblico spetta poi ai politici in questione verificare se e in che misura queste “soffiate” siano o meno attendibili. Ma , in mancanza della possibilità di contattare gli anonimi informatori per ottenere ulteriori elementi utili, non sempre queste verifiche sono possibili, a meno di disporre di capacità investigative alla Sherlock Holmes. E così il più delle volte segnalazioni potenzialmente “esplosive” finiscono nel cestino non per mancanza di buona volontà ma per mancanza di prove. A volte invece queste segnalazioni si rivelano provvidenziali. Fu ad esempio grazie a una di queste che una dozzina di anni fa, dopo diverse settimane di appostamenti e di investigazioni, potei denunciare alcune gigantesche discariche abusive (nelle dimensioni e nei contenuti) sorte su terreni del Patriziato losonese, in un caso perfino su una falda di acqua pregiata. Le discariche vennero rimosse grazie all’intervento della Sezione protezione acque, aria e suolo, e i loro autori – perseguibili anche da un punto di vista penale – se la cavarono a buon mercato perché la Procura pubblica non fu troppo solerte nel dar seguito alle segnalazioni del sottoscritto e dello stesso Cantone (a quella vicenda – riportata con dovizia di particolari nel sito www.ilguastafeste.ch sotto il titolo “Comune e Patriziato di Losone : affari e malaffari denunciati dal Guastafeste – 1.9.2003 ” , la trasmissione televisiva Falò dedicò un memorabile servizio intitolato “Di-scarica barile” andato in onda l’11 settembre 2003). Attenzione : non dico che le segnalazioni anonime siano una buona cosa e vadano incoraggiate, ma a volte grazie ad esse vengono a galla nefandezze che altrimenti rimarrebbero nascoste. Diciamo che esse sono un male necessario. Negli scorsi giorni un anonimo artigiano del Locarnese, facendosi portavoce anche di altri artigiani che si firmano “gente onesta e stufa”, si è rivolto a me per denunciare fatti gravi di natura finanziaria concernenti un’opera pubblica e che, se comprovati, sarebbero di rilevanza penale . Nella lettera mi si invita a indagare e a mo’ di postilla si aggiunge “forse ci faremo ancora vivi, sappiamo parecchie cose in proposito”. Ecco, questo è proprio uno di quei casi in cui senza elementi probatori non posso fare niente perché arrischierei di beccarmi una denuncia per diffamazione. Potrei eventualmente passare la lettera alla Procura pubblica affinché essa svolga quelle indagini che sarebbe semmai compito suo ( e non mio) fare, ma, in assenza di indizi, tendenzialmente il procedimento verrebbe abbandonato . L’ideale sarebbe che gli autori dell’anonima denuncia trovino il coraggio di vuotare il sacco tutti assieme e di rivelare quelle “parecchie cose” che nella loro lettera sostengono di sapere. Se però non trovano questo coraggio, temendo ripercussioni, possono almeno farmi pervenire ulteriori dettagli e magari il nome delle ditte coinvolte. Se dovessero decidere di contattarmi, prometto loro che le informazioni fornite saranno utilizzate unicamente con il loro consenso, garantirei loro l’anonimato e farei in modo che abbiano la consulenza legale necessaria che l’importanza del caso merita. Giorgio Ghiringhelli, Guastafeste Losone
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