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Sci in Ticino: ora o mai più!
Redazione
17 anni fa
Norman Gobbi

Aiuti a società fallimentari per lavori ordinari. La situazione è irreversibile, con Giovanni Frapolli prim’attore sulle maggiori stazioni invernali. Il Cantone deve decidere su cosa fare da grande, in particolare su quale ruolo vorrà assumersi in futuro, per non dover continuare a fare esercizi da pompiere come in questo caso. 10 mesi per produrre un documento che, facendo i conti della serva, necessita di una settimana per recuperare i dati, redigerlo e farlo approvare. Questo per sommi capi il topolino partorito dal Consiglio di Stato per l’ennesimo esercizio da pompiere sugli impianti di risalita. Presentato lo scorso 10 luglio, il messaggio potrà essere approvato in settembre; scaduto il termine di un mese per il referendum, saremo già a fine ottobre… ancora una volta in ritardo! La manutenzione ordinaria… 4 milioni e mezzo per la manutenzione ordinaria degli impianti invernali di Airolo, Bosco Gurin, Carì, Campo Blenio e Nara. Copertura di parziale dei costi, in un momento difficile perché privo di entrate e di liquidità per le aziende. Il primo punto che rende attento il lettore del messaggio governativo è il fatto che si vada a coprire parzialmente i costi della manutenzione ordinaria, dimenticandosi che a brevissimo sarà necessaria quella straordinaria di impianti importanti, come quello di Airolo. La manutenzione, come sappiamo benissimo, è basilare ai fini della sicurezza. Fortunatamente sui nostri impianti non è mai successo nulla, anche se lo stato di certe strutture è andato viepiù a deteriorarsi e necessita di importanti lavori di manutenzione. Lavori che nessuna società potrà garantire. Il credito in oggetto va ad aiutare società come quelle bleniesi che si sono adoperate in prima persona e non sottostanno alla scure del fallimento; ma si aiutano anche società ormai compromesse e quindi sono necessarie le più alte garanzie. E poi perché la manutenzione ordinaria è finanziata a solo queste quattro società? Le altre società ticinesi che garantiscono la gestione di impianti a fune (funivie, funicolari, seggiovie, …) potrebbero anche loro richiedere un aiuto allo Stato. A maggior ragione se – come è il caso – riescono a far fronte da soli a tutti gli oneri imposti. Ancora una volta, l’autorità cantonale aiuta gli stessi, rispondendo a degli impianti nati male, cresciuti peggio e finiti come sappiamo, dimenticandosi che di infrastrutture turistico-sportive a fune in Ticino ce ne sono a decine. Aiuti a società in fallimento Il messaggio mette in risalto come ad Airolo, la Centro Turistico San Gottardo sia iper-indebitata… Dopo il fallimento e la perdita dei sussidi LIM e LTur per complessivi 25 Milioni di franchi, la società acquistata dal gruppo Frapolli vanta già 6 Milioni di debiti (3 di BancaStato e 3 dello stesso Frapolli via CTM SA) e di un dirittto di proprietà di 1.3 Milioni (di Garaventa e Frapolli) sui carrelli della funivia Airolo-Pesciüm, senza dimenticare i 300mila franchi di mancato incasso dell’elettricità da parte del Comune di Airolo (che peraltro versava 100mila franchi annui d’aiuto alla società stessa). Una situazione ancor peggiore se si tien conto che la società airolese è proprietaria delle sole parti immobili. La gestione, fatta dalla CTM SA, è delegata ai terzi. Ma non finisce qui: tutte le parti immobili, acquisite nel 2006 con gli impianti (tavoli, sedie, stoviglie, gatti delle nevi, ecc.), non sono più della Centro Turistico San Gottardo ma di terzi: o vendute o ritirate dalla CTM SA. Insomma chi ritirasse oggi Airolo, ritirerebbe una scatola vuota e malconcia! Non meglio a Bosco Gurin, dove l’eccezionale stagione scorsa ha permesso di avere un risultato economico ridicolo, ossia una perdita di 1'800 franchi. Questo a fronte di Carì dove la gestione fatta da volonterosi privati ha permesso (pur pagando un alto affitto allo stesso Frapolli) di guadagnare oltre 100mila franchi. Bosco Gurin e Carì sono in procedura di f

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