
Mozione - Per un progetto pilota a favore dei lavoratori e delle lavoratrici della piazza finanziaria
Premessa
Sia la legge federale sull’assicurazione disoccupazione (LADI), sia la legge cantonale sul rilancio dell’occupazione (L-rilocc) prevedono lo strumento del “progetto pilota”[1].
L’interesse di questo strumento risiede nel fatto che esso non è destinato solo a facilitare il reintegro dei disoccupati, ma anche il mantenimento dei posti di lavoro esistenti e il ricollocamento e la riqualifica del personale in esubero.
La situazione occupazionale nel settore bancario è ormai da tempo nota e diviene sempre più preoccupante:
In Ticino nel 2007, alla vigilia della crisi finanziaria, il settore bancario occupava ancora 7'713 persone (erano 8230 nel 2000); nel 2012, 6'543, con una riduzione rispetto al 2007 di 1’170 unità, pari al 15,2%;A Lugano nel 2007 il settore bancario occupava 5’865 persone (erano 6’293 nel 2000); nel 2012, 4’927, 938 in meno rispetto al 2007, con una riduzione quindi del 16,0%;Nel medesimo periodo (2007-12), la massa salariale cantonale delle banche è scesa da 938 a 852 milioni di fr. (-86 milioni, pari a -9,2%)[2];Nel mese di novembre 2013, 163 disoccupati erano registrati nel ramo economico “banche” (317 nel più vasto settore “Attività finanziarie e assicurative”), mentre fra i disoccupati per gruppo professionale si contavano 185 “esperti bancari e assicurativi” (oltre agli 891 disoccupati del gruppo “professioni commerciali e assicurative”)[3];L’evoluzione prevedibile, perlomeno a medio termine, non è positiva: ad esempio Alberto Di Stefano in “Questioni di piazza” indicava una possibile contrazione ulteriore da 450 a 1'800 posti a dipendenza del tipo di accordi fiscali con l’Italia.
La situazione descritta coinvolge tutto il cantone ma in modo particolarmente preoccupante la Città di Lugano, dove lavorano i tre quarti degli occupati nel settore bancario, senza dimenticare il parabancario (fiduciari) e le numerose attività correlate.
Non è quindi solo il drastico calo del gettito fiscale degli Istituti bancari (circa 40 milioni) che mette in difficoltà la Città e di sponda il cantone, ma anche il degrado della situazione occupazionale del settore che comporta anch’essa – oltre al dramma umano per chi vi è coinvolto – un ulteriore calo delle risorse fiscali, ampliato dalle ripercussioni del ridimensionamento degli istituti bancari sui loro numerosi fornitori di beni e servizi.
Nei mesi a cavallo fra il 2012 e il 2013 si è svolta a Lugano – con la denominazione di “Tavolo della crisi” –un’iniziativa di analisi, di confronto, di individuazione di possibili rimedi per attenuare la crisi del settore e far fronte alle sue conseguenze occupazionali[4].
Nel rapporto conclusivo si ritiene che “Il settore bancario presenta condizioni favorevoli per dar corpo a un’azione concertata e coordinata di tutela dell’occupazione”, non necessaria nel passato ma di vitale importanza oggi. Aggiungiamo che questa “azione concertata” è anche un atto dovuto di responsabilità sociale, poiché le strategie e le politiche aziendali del settore stesso non sono certo estranee alla crisi che lo ha colpito. Il rapporto conclusivo (pp. 17-24) indica poi molte misure possibili e auspicabili.
Da quella e da altre fonti, possiamo ritenere un certo numero di indirizzi che potrebbero strutturare un “progetto pilota per i lavoratori della piazza finanziaria”:
Un programma concertato necessita di un’organizzazione appropriata di gestione del progetto (definizione degli obiettivi e delle misure, coordinamento operativo della loro messa in opera, finanziamento, valutazione degli esiti) che deve partire dalle strutture esistenti[5];Raccogliere con sufficiente anticipo le informazioni sugli eventuali piani di riduzione del personale e i prevedibili bisogni (posti disponibili e profili professionali) dei diversi istituti;Favorire l’incontro fra la domanda e l’offerta di personale tramite interventi di perfezionamento e riqualifica;Gestione del personale orientata al mantenimento degli impieghi anche tramite il tempo parziale, il contenimento delle ore straordinarie, la riduzione del tempo di lavoro;Ricollocamento del personale eccedente in certi istituti o funzioni in primis all’interno del settore bancario (con eventuali riqualifiche), poi nel settore parabancario (molte fiduciarie hanno problemi di successione per assicurare la continuità dell’attività), poi in altri settori in cui le competenze dei bancari possono essere valorizzate (riconversione professionale);Andare oltre la razionalizzazione dell’esistente verificando se le competenze disponibili, o generabili da uno sforzo concertato di acquisizione di nuove competenze, possa favorire lo sviluppo di servizi ancora poco presenti nelle banche ticinesi, ma con un potenziale di mercato[6].
Richieste
Sulla scorta delle indicazioni scaturite e contenute nel rapporto sopra menzionato il gruppo parlamentare del Partito Socialista invita il Consiglio di Stato a mettere in cantiere, con il coinvolgimento delle organizzazioni del mondo del lavoro (datoriali e sindacali), un progetto pilota finalizzato al mantenimento occupazionale nel settore bancario e finanziario e all’anticipazione di prevedibili ulteriori operazioni di razionalizzazione. Progetto che, come più sopra indicato, sarebbe finanziabile sia in ambito LADI sia in ambito L-rilocc, senza operare alcuna modifica legislativa e potrebbe addirittura diventare una sorta di punto di riferimento per tutta la Confederazione. A questo proposito, si richiama il lavoro svolto dal DFE con le associazioni economiche nell’ambito dei programmi di formazione messi in cantiere in previsione dei lavori di Alptransit.
Per il Gruppo parlamentare del PS
Saverio Lurati, Pelin Kandemir Bordoli, Milena Garobbio
[1]LADI Art. 75a :
1 Dopo aver consultato la commissione di sorveglianza, l'ufficio di compensazione può autorizzare progetti pilota di durata limitata deroganti alla legge. Tali progetti possono essere autorizzati sempre che servano a:
a. sperimentare nuovi provvedimenti inerenti al mercato del lavoro;
b. mantenere posti di lavoro esistenti; o
c. reintegrare disoccupati.
2 I provvedimenti previsti nel capoverso 1 lettera a non possono derogare agli articoli 1a-6, 8, 16, 18 capoversi 1 e 1bis, 18a, 18b, 18c, 22-27, 30, 51-58 e 90-121.
3 I provvedimenti previsti nel capoverso 1 lettere b e c non possono derogare agli articoli 1a-6, 16, 51-58 e 90-121.
4 I progetti pilota non devono ledere i diritti legali dei beneficiari di prestazioni.
L-rilocc Art. 9 :
In alternativa o sussidiariamente ai progetti pilota fondati sulla LADI, l’autorità competente può autorizzare o sovvenzionare progetti pilota di particolare interesse cantonale o regionale.
[2]Fonte dei dati precedenti: Centro di Studi Bancari, La piazza finanziaria ticinese 21012.
[3]Fonte: Sezione del lavoro
[4]Si vedano gli atti e le conclusioni di quell’iniziativa in “La piazza allo specchio. Analisi e raccomandazioni del “Tavolo della crisi”, Lugano, Giolab, aprile 2013
[5]Ricordiamo : Associazione Bancaria Ticinese e suo Gruppo dei responsabili delle risorse umane, Associazione Svizzera degli Impiegati di Banca, Centro di Studi Bancari, USI, SUPSI, associazioni dei fiduciari, con il sostegno del Cantone (sezione del lavoro, Divisione formazione professionale, promovimento economico, ufficio di statistica) ma anche, nei modi da definire, della Città di Lugano, centro della piazza finanziaria ticinese.
[6]Sono evocate, per esempio, la consulenza e assistenza globale alle aziende che intendono delocalizzare in Ticino, la gestione delle successioni aziendali, la gestione dei fondi di pensione, consulenze e servizi finanziari specifici orientati alla terza età.
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