
I risultati delle elezioni europee sono definitivi. Tutti i media sottolineano il successo delle forze antieuropeiste e populiste in alcuni Paesi. Sembra che l’Europa sia sull’orlo del collasso. Noi invece preferiamo guardare a Sud, da dove arriva un grande e significativo segnale di speranza per il progetto politico dell’Europa unita.
In Italia né Grillo, con il suo populismo sbracato e superficiale, né Berlusconi, con la sua impresentabile corte di lacchè, hanno ottenuto un risultato decente. In compenso Renzi, espressione di una Sinistra moderna e aperta all’Europa, ha saputo farsi espressione dei desideri e delle speranze dei cittadini e delle cittadine che vedono nell’Europa un’occasione di progresso sociale, culturale, civile. Così il PD ha raggiunto ben il 40% delle preferenze: un risultato che, prima del voto, quasi nessuno si sarebbe aspettato.
Certo, l’Unione è la concretizzazione di un’Europa che nemmeno a noi piace del tutto. È più un’Europa delle banche e della finanza che della cultura, della libera circolazione dei capitali più che delle persone e delle idee. Noi vorremmo un’Europa più socialdemocratica. Per questo motivo ci conforta sapere che ha superato il 4% la Lista Tsipras, critica da Sinistra e con argomenti non demagogici: potrebbe essere il nucleo di una futura opposizione efficace alle derive liberiste nell’Unione.
Insomma, non è vero che dappertutto hanno vinto il populismo e le forze antieuropee. L’Italia, proprio uno dei Paesi più in difficoltà dell’Unione, rappresenta un importante segnale in controtendenza, una riscossa della Sinistra che, ci piace pensare, può essere anche un segnale per noi.
Saverio Lurati, Presidente del PS e membro del Gran Consiglio
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