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Saverio Lurati - Difendiamo occupazione, servizio e turismo sul lago Maggiore
Redazione
14 anni fa

La navigazione sul lago Maggiore è gestita dalla Navigazione Lago Maggiore NLM con sede ad Arona e dipende dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti della Gestione Governativa per i laghi Maggiore Garda e Como con sede a Milano. La NLM dispone di una sede a Locarno e occupa una dozzina di impiegati in pianta stabile e un’ulteriore ventina di dipendenti stagionali che garantiscono il servizio nel periodo turistico da aprile a ottobre. La navigazione sul lago Maggiore è disciplinata da una convenzione tra la Confederazione e lo stato italiano datata 10 dicembre 1996. A seguito di una recente decisione del Ministero dei trasporti italiano sono stati tagliati i fondi statali per le compagnie di navigazione dei laghi per un ammontare di 13 milioni di Euro. Ciò che farà mancare alla NLM il 50% delle risorse finanziarie per poter operare correttamente. La situazione é ulteriormente aggravata da un provvedimento sull’IVA che costerà all’azienda ulteriori 5 milioni di Euro. (Assoggettamento all’IVA per il carburante e per l’acquisto natanti e pezzi di ricambio). Questo stato di cose imporrà l’adozione di una serie di misure di risparmio che comporteranno tagli occupazionali e inadempienze nei servizi, al punto tale che, nonostante l’orario estivo sia già stato stampato, molte delle offerte annunciate non potranno essere concretizzate. Inoltre non vi è, al momento attuale, nessuna garanzia per la continuità del servizio dopo il 31 maggio poiché per il resto si naviga a vista. Considerate le premesse di cui sopra si chiede al Consiglio di Stato: se la convenzione del 10 dicembre 1996 possa considerarsi ancora rispettata. Se, come sembra evidente, non fosse rispettata come intende intervenire per chiederne il rispetto. Se e qualora la compagnia NLM non fosse in grado di garantire un servizio corretto cosa intende fare, anche in considerazione del fatto che quest’offerta appare vitale dal profilo turistico. Se e come si è mosso nei confronti della Confederazione per scongiurare le inadempienze che paiono allo stato attuale delle cose inevitabili. Se, anche dal profilo occupazionale, questa situazione non richieda un intervento straordinario con delle misure atte al mantenimento dell’occupazione. Se, almeno in via transitoria, considerata l’inadempienza da parte dello Stato italiano, non sia ipotizzabile utilizzare una parte dei fondi del ristorno frontaliero per continuare a garantire un servizio ineccepibile e indispensabile Saverio Lurati, per il gruppo PS

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