
L’arresto del sindaco di Bissone non è che l’ultimo episodio di una sorta di tragicommedia che ha investito il borgo lacustre, già patria di illustri cittadini che nel corso degli anni si sono affermati in tutta Europa e meriterebbe pertanto di meglio. Da mesi, ormai, e a parecchie riprese, i rappresentanti della sinistra nelle istituzioni locali avevano attirato l’attenzione del Consiglio di Stato e della Sezione enti locali sulla mala gestione imperante nel comune. Si tratta di innumerevoli esposti sull’agire del sindaco e della maggioranza imperante, in molte decisioni e delibere e non da ultimo sul consuntivo 2010. Esposti che al momento attuale risultano ancora quasi tutti inevasi. Ora, alla luce di quanto emerso ieri su fatti di rilevanza penale, che chiamano in causa un modo d’agire anche politico non solo individuale, appare evidente che la governabilità del comune è tutt’altro che garantita e che è divenuto indispensabile, per la tranquillità dei cittadini di Bissone, operare tutti quegli approfondimenti che giacciono sul tavolo della SEL. Considerato quanto sopra chiediamo al CdS: A che punto siamo con l’evasione di tutte le richieste inoltrate alla SEL e in particolare la questione relativa al consuntivo 2010. Come spiega il vistoso ritardo accumulato. Fino a che punto il CdS è stato informato (a parte quanto evidenziato dagli organi d’informazione) su tutto quanto sta accadendo a Bissone dall’insediamento dell’attuale sindaco. Se ritiene ancora in grado il comune e per esso la maggioranza della compagine esecutiva di gestire l’attività corrente o se, invece, non sia il caso di nominare un commissario esterno (non può essere sottaciuto che alcune delle accuse contestate dalla magistratura sono state prese da un collegio a maggioranza e non individualmente).Per il gruppo socialista Saverio Lurati e Pelin Kandemir Bordoli
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