
Continuano gli episodi di violenza nei confronti di coloro che ci proteggono ogni giorno; settimana scorsa, durante un incontro di hockey ad Ambrì, ho letto di due agenti di Polizia rimasti feriti, mentre questa settimana si è aggiunto un altro poliziotto, rimasto anch’egli ferito dopo aver fermato un presunto ladro nell’ambito dell’operazione Prevena.La casistica concernente i casi di violenza esercitata contro i funzionari di Polizia è in aumento: e non mi riferisco unicamente ai singoli episodi citati sui giornali come fatti di cronaca locale, bensì al numero cresciuto di circostanze in cui realmente gli agenti si trovano attaccati fisicamente da singoli individui o da assembramenti di persone, rimanendo in taluni casi feriti, qualche volta anche in maniera grave. Fatti gravi che sono stati discussi recentemente anche a livello nazionale e ai quali si è dato inizio ad una campagna politica denominata: “Stop alla violenza”.Quando penso alle violenze contro gli agenti di Polizia, mi riferisco in particolare a quelle scene che si commentano da sole negli stadi di calcio di Bellinzona, Locarno, Lugano e Chiasso; alludo ad altre scene di disordine pubblico che si materializzano correntemente nelle piste di ghiaccio di Ambrì e Lugano; inoltre penso ad altre situazioni in cui gli agenti sono chiamati ad intervenire, là dove comunque una situazione di disagio sociale si sta concretizzando: violenze domestiche, risse in discoteche o in altri locali pubblici ed altri esempi ancora. Un crescente numero di aggressioni subite dalle forze dell’ordine che fa riflettere. Mi chiedo in veste di comune cittadina dove sia finito il rispetto delle leggi, dell’autorità competenti, della Polizia? Per quale ragione ci si accanisce contro la Polizia? È forse la valvola di sfogo per una parte di società malata che identifica nell’agente un’ottima alternativa di scarico per le proprie frustrazioni, per i propri fallimenti, per i propri problemi personali,… È giusto che queste forme di violenza ricorrenti siano tollerate in un sistema democratico in cui alla Polizia è dato compito di far rispettare le leggi? Poi ci si chiede per quale motivo sovente si cercano agenti di Polizia. Qualcuno potrebbe pensare: perché rischiare di prendere colpi o rimanere ferito gravemente se poi nessuno mi tutela quella volta che vengo aggredito da una terza persona mentre sto svolgendo il mio ruolo di agente? Chi tutela gli agenti di Polizia? In altri paesi le pene sono più severe e questo è risaputo: addirittura usare violenza contro un poliziotto significa assicurarsi diversi anni di carcere con susseguente privazione della libertà. Dunque, in un contesto sociale che cambia, non credete che si debba realmente prendere in considerazione l’idea di inasprire queste pene nei confronti degli aggressori in modo da lanciare un chiaro messaggio all’intera società? Nel codice penale svizzero (CPS) si legge: “… è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.” Considerato dunque che lo stesso codice penale svizzero prevede determinate misure nei confronti di coloro che usano violenza contro funzionari, non sarebbe ora di effettivamente commisurare pene adeguate a queste persone violente e irrispettose delle persone, della autorità, del sistema? Mi appello in questo senso poiché consapevole che nonostante vi siano le condizioni legislative per essere più severi e intolleranti verso queste persone violente, le stesse misure non vengono realmente assegnate a questi colpevoli di violenza. In passato si è fatto riferimento spesso ad agenti che, abusando delle proprie mansioni, si sono comportati in malo modo nei confronti del cittadino; si sono proclamati slogan del tipo tolleranza zero contro i funzionari maldestri ed irrispettosi delle procedure. Bene, si è preso atto anche di questo. Oggi, a maggior ragione, alla luce di quanto si legge e si vede, non sarebbe ora di alzare l’asticella della tolleranza anche verso coloro che delinquono, in particolare che
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