
Nella riforma del turismo più attenzione all'Unesco
Il Consiglio di Stato ha fatto bene a proporre una riforma della struttura degli enti turistici (vedi Corriere del Ticino di giovedì 16 gennaio 2014). Cambiare gli organi decisionali però non è sufficiente per rilanciare il turismo. Propongo di approfittare di questa occasione per valorizzare meglio in Ticino le preziose risorse di importanza mondiale con marchio Unesco che abbiamo, ovvero i castelli di Bellinzona e il Monte San Giorgio.
Quando i castelli di Bellinzona hanno ricevuto questo prestigioso riconoscimento mondiale, ero una ragazza. Mi ricordo di aver partecipato anch'io ai festeggiamenti con il coro dei Cantori della Turrita di cui allora facevo parte. Passata la festa, è subentrata la routine. Oggi i nostri siti Unesco portano al turismo risultati discreti, ma c'è un ampio margine di miglioramento.
In Svizzera ci sono solo undici luoghi iscritti nel patrimonio mondiale dell'umanità. La maggior parte dei cantoni non ne possiede nemmeno uno. In Ticino ne abbiamo addirittura due.Come possiamo valorizzarli meglio in chiave turistica? Io propongo due cose:
1) Pubblicità incrociate. Se visito i castelli di Bellinzona, un pannello pubblicitario con marchio Unesco dovrebbe invitarmi a visitare almeno il Monte San Giorgio. E viceversa. Oggi purtroppo questa pubblicità incrociata non c'è. Si potrebbe poi proporre uno scambio di pubblicità anche ad altri siti Unesco. Così chi visita il centro storico di Berna, l'abbazia di San Gallo o il convento di Müstair verrebbe invitato a recarsi in Ticino a visitare i castelli di Bellinzona e il Monte San Giorgio.
2) Abolire le tasse turistiche in bassa stagione. Oggi la tassa di soggiorno e la tassa di promozione sono uguali tutto l'anno. In alta stagione però i pernottamenti costano di più: è la legge del mercato. Di conseguenza, in percentuale, le tasse turistiche penalizzano di più chi arriva in Ticino in bassa stagione. La cosa non ha senso. Bisognerebbe caso mai fare il contrario.
Per la nostra economia, infatti, è meglio un turista in più in bassa stagione che uno in più in alta stagione. Meno oscillazioni nei pernottamenti uguale meno disoccupati stagionali. Un posto fisso è più prezioso di uno meteo dipendente.In luglio e in agosto, se l'albergo è pieno, non si possono comunque accatastare quattro turisti per letto. E in novembre a che servono le camere vuote?
Per questo motivo, propongo di abolire le tasse turistiche in bassa stagione, ovvero nei periodi con meno pernottamenti. Chi tiene aperto in bassa stagione avrebbe meno costi e meno burocrazia.
Si potrebbe compensare il mancato introito con un piccolo aumento delle tasse turistiche in alta stagione, che ovviamente non dovrà colpire quelle categorie di alloggi legati alla meteo (campeggi, capanne,...).
Se adeguiamo i prezzi alla domanda e valorizziamo meglio il nostro patrimonio Unesco, potremo attirare ospiti che non si spostano in base alla meteo, ma per eventi culturali, congressi o wellness, creando ricchezza e posti di lavoro anche in bassa stagione.
Sara Demir, consigliera comunale PPD, Bellinzona
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

