
Bellinzona e la Bacchica tenute in scacco dall’Associazione degli inquilini del centro storico? Premessa Anche quest’anno ad inizio settembre 2013 la Bacchica dovrebbe organizzare la Festa della Vendemmia, ormai giunta alla sua 18.ma edizione: tradizionale sagra, a forte richiamo turistico, che vede coinvolti molti produttori locali di vino, gruppi musicali (bandelle, orchestre, gruppi locali), oltre che svariati gruppi folcloristici e associazioni con scopi benefici. Una festa per grandi e piccini. E’ una manifestazione che coinvolge non solo l’intero Ticino ma porta soprattutto turisti provenienti d’Oltralpe , dalla vicina Penisola e da altre nazioni, favorendo sempre l’immagine della Città e l’ospitalità della sua gente; si può pertanto affermare che si tratta di una manifestazione entrata a far parte, a pieno titolo, delle feste tradizionali di Bellinzona, che ogni anno richiama nella capitale alcune decine di migliaia di persone, creando un indotto economico e turistico non indifferente. L’edizione 2013 della Festa della Vendemmia è però in forse, viste le restrizioni orarie imposte agli organizzatori dal Municipio (a seguito del parziale accoglimento da parte del Consiglio di Stato del ricorso presentato dall’Associazione degli inquilini del centro storico – ADICS). Gli organizzatori, come da loro peraltro dichiarato, sono pertanto confrontati con il grosso rischio di non riuscire a far quadrare i conti 2013 e, quindi, l’edizione 2012 potrebbe iscriversi quale titolo di coda di questo pezzo di storia bellinzonese. Alla luce di quanto precede, richiamate le facoltà previste dalla LOC, ci permettiamo chiedere: 1. Il Municipio intende osservare con passività il possibile annullamento dell’edizione 2013 della Festa della Vendemmia organizzata dalla Bacchica? Oppure intende mettere mano alla situazione dimostrando così alla popolazione bellinzonese che le manifestazioni di qualità e di forte richiamo per Bellinzona vanno salvate? 2. Il Municipio riconosce che l’annullamento di questa manifestazione è il preludio della cancellazione anche di altri eventi, che sottoposti a cotanta rigidità, perdono di attrazione per i fruitori e, di conseguenza, per gli organizzatori? 3. Riconosce il municipio che questa manifestazione porta turismo e crea un indotto economico per la Città di Bellinzona? 4. Il Municipio non avrebbe potuto avvalersi della possibilità di concedere una deroga (come avvenuto l’anno scorso) in considerazione del forte richiamo di questo evento? 5. E se sì, perché il Municipio non l’ha fatta valere? 6. Il Municipio intende adeguarsi silenziosamente a tutte queste imposizioni che porteranno Bellinzona ad essere una Città dormitorio? Ringraziando per l’attenzione e nell’attesa di una vostra risposta, nei termini previsti dal Regolamento comunale (art. 35 cpv. 1), porgiamo distinti saluti. Sara Demir Carmela Fiorini Paolo Locatelli
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