
Interrogazione al Consiglio di Stato:
Recentemente in un “media” locale (cfr.Teleticino 10 giugno scorso) si torna a parlare di rifiuti e di aree di compostaggio gestite in modo inappropriato. Quel che fa specie è che le direttive per il compostaggio a bordo campo emanate dal dipartimento del territorio nel gennaio del 2012, valgono per privati che trattano più di 100 tonellate di rifiuti all’anno, ma non per i comuni.
Per le facoltà concesse, chiedo quindi al lodevole Consiglio di Stato:
❖ Quante sono le aree di compostaggio comunali che trattano più di 100 tonellate (in media 15 camion) di scarti vegetali all’anno?
❖ Quante sono le aree di compostaggio private che trattano più di 100 tonellate (in media 15 camion) di scarti vegetali all’anno?
❖ A quali norme federali e cantonali sottostanno le piazze di raccolta comunali?
❖ Qual è l’ufficio cantonale destinato a controllare che le piazze di raccolta e le aree di compostaggio comunali, e private, rispettino le regole in materia di protezione dell’ambiente e di protezione delle acque?
❖ Con quale frequenza quest’ufficio controlla che le piazze di raccolta e le aree di compostaggio comunali e cantonali rispettino le leggi in materia di protezione del territorio e protezione delle acque ? Con quali risultati?
❖ Ispettorato svizzero di compostaggio e metanizzazione, che agisce su delega della Confederazione, effettua ispezioni anche in Ticino? Se sì, quali sono i risultati di queste ispezioni?
❖ E’ lecito tollerare una situazione potenzialmente inquinante, come quella creatasi a Cadenazzo, a causa dell’inoltro di un ricorso?
Sara Beretta Piccoli
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