
Il prossimo 28 febbraio diremo la nostra sul risanamento della galleria autostradale del Gottardo, compito fra i più difficili in quanto sia favorevoli che contrari hanno snocciolato molti argomenti cercando di solleticare la nostra emotività. Ora tocca a noi sintetizzare le informazioni e decidere. Personalmente ho faticato a schierarmi ma alla fine ho deciso: voterò NO e cercherò di spiegarne le ragioni proponendo alcune delle stesse domande che sono frullate nella mia testa.
La versione del Governo è l’unica proponibile? Solo di recente il dibattito attorno alla questione ha aggiunto un nuovo elemento. Il risanamento della galleria potrebbe essere effettuato anche con interventi meno impegnativi e costosi sia in termini finanziari che di tempi di realizzo, un semplice restyling del tunnel consentirebbe il suo utilizzo per almeno altri 20 anni. La fattibilità è stata dichiarata anche dall’USTRA, ma quando il Parlamento federale ha votato la proposta sulla quale dovremo esprimerci questa ipotesi non era nota.
Non è forse meglio approfondirla? Appurato questo come la mettiamo con la sicurezza? Sembra logico affermare che con dei tubi monodirezionali il rischio di incidenti si ridurrebbe, tuttavia la sicurezza sulle nostre strade è legata ad altri fattori quali la mole di traffico. Relativamente a questo aspetto favorevoli e contrari hanno presentato perizie e statistiche che non facilitano un’oggettiva comprensione del problema. Proviamo allora a ragionare in altro modo. Se votassimo SI la seconda canna la vedremo fra 15-20 anni circa, quindi il giorno dopo la votazione la sicurezza non sarà cambiata di una virgola. Pazienza, aspetteremo.
Già ma cosa accadrà fra 20 anni? In futuro possiamo immaginare una mobilità diversa che grazie alla tecnologia permetterà un miglior controllo dei veicoli che transitano su tratte sensibili: dispositivi antisbandamento e auto che si pilotano da sole non fanno parte del nuovo episodio di Star wars, esistono già. Se tuttavia la tecnologia non fosse ancora riuscita a modificare buona parte dei veicoli possiamo solo sperare che il traffico si riduca, magari quello pensate maggiormente coinvolto negli incidenti . Sembrerebbe una vana speranza considerato che il trend del traffico è in aumento. Non dobbiamo dimenticare però che fra 20 anni disporremo di AlpTransit a pieno regime, opera nella quale abbiamo investito ca. 24 miliardi destinandola, oltre che per il traffico interno, al traffico merci europeo.
I nostri vicini avranno pertanto una via per le loro merci da noi finanziata. Dobbiamo ancora facilitare il transito con nuove opere stradali? Non siamo forse noi ad essere padroni della nostra mobilità? In conclusione credo che sia proprio qui il punto, in Ticino dobbiamo combattere l’eccesso di mobilità, quantomeno su strada, che comporta significativi costi finanziari e di qualità di vita. Se raddoppiassimo il Gottardo, anche mantenendo l’attuale capacità di transito, daremmo un segnale sbagliato perché l’utilizzo delle due corsie per canna sarebbe possibile e, seppur dovremo rispettare l’iter democratico, la tentazione e la pressione ad aumentare la capacità sarebbero possibili.
Le infrastrutture non sono solo opere ma anche simboli con un loro significato preciso. Con la realizzazione di una seconda canna daremo un messaggio sbagliato che mal si concilia con quanto ritengo si debba fare in futuro, ossia ridurre il traffico sulle nostre strade per riappropriarci di una vera libertà di movimento che negli anni abbiamo viepiù sacrificato sull’altare di un politica della mobilità che ci sta avvicinando sempre più all’immobilità.
Samuele CavadiniDeputato PLR in Gran Consiglio
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