OCST
Salario minimo: effetto positivo sui livelli salariali
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
22 giorni fa
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.

Nella giornata di oggi il Consiglio di Stato ha presentato il messaggio sulla valutazione dell’impatto del salario minimo, che si basa sul rapporto dell’IRE su questo tema.

Ciò che emerge da questo rapporto è giudicato molto positivamente dall’OCST. In primo luogo i livelli salariali sia nei settori più toccati dalla legge che in quelli toccati solo in parte sono aumentati. L’aumento ha riguardato i salari più bassi, ma, a catena, anche quelli più elevati. Tutte le lavoratrici e i lavoratori ne hanno quindi beneficiato.

Questo aspetto ha inoltre portato un aumento della probabilità di impiego nell’industria manifatturiera per le lavoratrici e i lavoratori svizzeri. Il rapporto scongiura pure l’effetto di sostituzione. Durante il periodo considerato non sono stati registrati effetti sull’occupazione, sulla disoccupazione o sulle imprese che siano imputabili all’introduzione del salario minimo.

Durante le diverse fasi di discussione e di attuazione erano stati paventati invece scenari allarmanti riguardo al fatto che la fissazione di un minimo salariale legale avrebbe potuto avere un impatto negativo sull’economia, sull’occupazione e sui salari, tanto che, appunto, era stata prevista un’analisi della situazione prima di attuare la terza fase di introduzione del salario minimo.

Queste ipotesi, che già allora sembravano contrarie alla logica, oggi vengono definitivamente smentite dai dati. In effetti, come segnala il Consiglio di Stato, non si segnalano effetti tali da impedire l’entrata in vigore della terza fase di attuazione. Sottolineiamo invece gli effetti molto positivi dell’entrata in vigore della legge su tutti i livelli salariali nei settori coinvolti: questi effetti positivi sulle persone e sulle famiglie sono all’origine del sostegno che l’OCST ha dato alla legge.

Questo naturalmente non riduce in nessun modo l’importanza della contrattazione collettiva che lavora su minimi salariali di natura economica e non sociale, e prevede tutta una serie di misure volte a migliorare concretamente le condizioni di lavoro nei diversi ambiti.

Il Consiglio di Stato propone un aumento 25 cts all’ora degli importi previsti per la terza fase e che saranno introdotti a dicembre di quest’anno e questo è dovuto, anche perché i salari nell’economia privata pure sono aumentati.

Non ci esprimiamo ancora invece relativamente alla richiesta del rincaro retroattivo durante la fase di attuazione della legge.

I tag di questo articolo