
Le modifiche della legge tributaria volute dal Governo e ampiamente sostenute dal Gran Consiglio, sono il frutto di un equilibrato compromesso che ha il pregio di aver saputo abbinare ad un una riforma fiscale delle misure sociali per migliorare la conciliabilità tra lavoro e famiglia.
Una riforma più che necessaria per due ragioni: la prima perché l’ultima importante riforma cantonale risale agli anni settanta e il Ticino deve riguadagnare posizioni nella competitività fiscale intercantonale, la seconda perché una riduzione della pressione fiscale nei confronti delle persone giuridiche è opportuna considerata l’abolizione dell’imposizione speciale per le società di sede e holding che impone a breve un adeguamento dell’ordinamento giuridico svizzero a quello internazionale.
Seppur la riduzione della pressione fiscale causerà una diminuzione del gettito cantonale e comunale, tale diminuzione sarà comunque in parte compensata con delle misure di aggravio e in ogni caso nettamente inferiore alla perdita di substrato fiscale che causerebbe un immobilismo fiscale. La partenza dal nostro territorio di aziende nazionali ed internazionali, che garantiscono molti posti di lavoro, e di persone fisiche abbienti comporterebbe un’importante contrazione del gettito. Inoltre, le misure sociali di conciliabilità tra lavoro e famiglia sono interamente finanziate dalle aziende, senza alcun costo per il Cantone. Ciò significa, contrariamente a quanto sostenuto dai referendisti, che la riforma fiscale è legata a doppio filo con quella sociale. Se si sosterrà il referendum lanciato da una parte della sinistra, si affosserà l’intera riforma, non solo quella fiscale. Quindi le cittadine e i cittadini ticinesi non potranno usufruire dei sostegni finanziari agli asili nido, alle strutture extrascolastiche, gli aiuti ai famigliari curanti e l’introduzione di un assegno parentale di CHF 3'000.-- in caso di nascita o adozione.
A beneficiare della riforma fiscale e sociale saranno dunque tutti i cittadini e le cittadine ticinesi, in particolare le famiglie. La conciliabilità lavoro e famiglia è fondamentale per il benessere e il progresso della nostra società. Questa riforma è l’occasione per fare un importante passo avanti in questa direzione. Come giovane donna attiva nel mondo del lavoro, non posso che invitare a votare sì il prossimo 29 aprile.
Sabrina Gendotti
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

