Cerca e trova immobili
Ospiti
Sabrina Chakori - Earth day e raddoppio del S.Gottardo
Redazione
12 anni fa

Oggi si celebra la giornata internazionale della Terra!

Grazie alla proposta del 1969 del pacifista americano John McConnel alla conferenza dell’UNESCO a San Francisco, ogni anno, il 22 aprile si celebra l’ Earth day.L’attenzione ai problemi ambientali dev’essere rivolta costantemente durante l’arco dell’anno e non soltanto durante questa giornata, ma colgo comunque l’occasione per riflettere a qualche problematica globale e locale.

A causa di una pianificazione irresponsabile sempre più foreste vengono distrutte al fine di produrre olio di palma, olio che oltre ad essere inserito dei nostri alimenti, viene persino utilizzato in prodotti di altro genere, come ad esempio nel Gilette Gel della multinazionale Procter & Gamble.

Ma le foreste sono vittime di molteplici attività umane, dalle coltivazioni di sementi per un mondo sempre più carnivoro, alla ricerca di metalli preziosi, al commercio di legno.Inoltre per sopperire al bisogno energetico, in paesi in forte crescita come in Brazile, enormi dighe continuano a essere costruite, ad. es. Belo Monte, riducendo ulteriormente il polmone verde del mondo e danneggiando irreversibilmente interi ecosistemi e popolazioni indigene della foresta Amazzonica.Per di più il bisogno energetico accentua la corsa alle risorse creando conflitti tra gli stati: gli interessi degli Stati Uniti ai Paesi del Golfo, la corsa alle terre rare in Africa da parte della Cina, le minacce russe correlate al gas, sono solo alcuni degli esempi più palesi.

Il surriscaldamento globale non colpisce solo la fauna e la flora, noi siamo tra le prime vittime. Gli effetti del cambiamento climatico conducono all’aumento di flussi migratori interni e esterni ai territori nazionali, sottraendo inoltre alle popolazioni colpite gli strumenti economici per intraprendere tali spostamenti, e così sempre più spesso si sente parlare di rifugiati climatici o delle trapped populations.

A livello di politica internazionale bisogna dunque trovare soluzioni che non si limitino ai confini nazionali, bensì che gestiscano tutto ciò in maniera globale. Ma mentre le Nazioni Unite e le varie arene politiche internazionali negoziano, cosa possiamo fare noi localmente?

Oltre ad agire nel proprio quotidiano come cittadino e consumatore responsabile, ogni ticinese ha la possibilità di dire NO al raddoppio del tunnel del San Gottardo!Più strade semineremo e più veicoli le percorreranno. Noi meritiamo una migliore qualità di vita, meritiamo di respirare meno polveri fini, di avere più spazi verdi e meno inquinamento acustico; non lasciamo che i trasporti dell’asse europeo ci rovinino il territorio e la salute. Posizionandoci contro il raddoppio del tunnel del San Gottardo, diamo una direzione chiara alla politica svizzera (ed europea): è ora di incentivare ulteriormente il trasporto ferroviario.

Sabrina ChakoriCoordinatrice Giovani Verdi

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata