Cerca e trova immobili
Ospiti
Rusconi - Quale ruolo per la Svizzera nella crisi in Crimea?
Redazione
12 anni fa

Non più tardi della settimana scorsa, il consigliere federale Didier Burkhalter, quale presidente di turno dell'OSCE, ha dichiarato che il referendum votato in Crimea per annettere la regione alla Russia è da considerarsi illegale in quanto contrario al diritto internazionale.

Pochi giorni dopo, lo stesso Didier Burkhalter, in qualità di presidente della Confederazione ha affermato che la Svizzera non è né l'UE, né gli Stati Uniti e che il suo compito principale è quello di essere utile quale paese mediatore, agendo in maniera imparziale e rafforzando così la sua credibilità. In questo modo ha giustificato la decisione svizzera di non aderire alle sanzioni contro la Russia.

Ricordiamo che i buoni uffici della Svizzera nel campo della mediazione in caso di conflitti sono riconosciuti a livello internazionale da vari decenni, quale esempio si pensi al fatto che il nostro paese rappresenta gli interessi statunitensi in Iran.

La posizione presa dall'OSCE sulla crisi in Crimea è diametralmente opposta a quella intrapresa dalla Svizzera e ciò dimostra l'estrema difficoltà del "mantenere il piede in due scarpe". Se da un lato è comprensibile che si voglia assumere la prestigiosa presidenza dell'OSCE, dall'altro la Svizzera deve principalmente badare a difendere i propri interessi e la propria immagine.

Alla luce di quanto esposto, chiedo quindi al Consiglio federale:

1. Non si rischia in questo modo di perdere credibilità a livello internazionale?

2. Non si rischia di violare il nostro status di paese neutrale?

3. Non si rischia di appannare la nostra credibilità di negoziatori imparziali?

4. Non ritiene che sarebbe il caso in futuro di astenersi dall'assumere cariche internazionali che possono entrare in conflitto con la credibilità negoziale svizzera, riconosciuta internazionalmente?

Pierre Rusconi

Consigliere nazionale UDC Ticino

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata