
Da qualche anno l’Associazione Quartiere Rusca e Saleggi di cui faccio parte, promuove in collaborazione con la Città la Festa dei Vicini e dall’autunno scorso le Portinerie di quartiere con Generazioni&Sinergie. La prima iniziativa per svariati motivi, pur se con il freno a mano sempre meno tirato, stenta ancora a decollare. Sembra che alcuni proprietari di immobili non permetterebbero ai loro inquilini di organizzarla. Di conseguenza durante gli incontri di “Racconta il tuo quartiere” sono parecchi gli inquilini dispiaciuti, delusi e pronti a percorrere altre strade se necessario e se le cose non fossero nel frattempo cambiate. Per capire meglio le ragioni, l’Associazione contatta allora diverse amministrazioni ed anche alcuni custodi, questi ultimi ritenuti il perno e le figure centrali di ogni palazzo, riscontrando purtroppo da parte di alcuni degli interpellati, poca disponibilità, poco interesse ma soprattutto tante paure. Pur rispettando le scelte di ognuno e la loro griglia di lettura del mondo, l’Associazione rimane senza parole. Pazienza: abbiamo tutti bisogno di tempo!
In questi giorni, parlando del più e del meno, raccolgo in modo informale il parere di alcuni fra i miei conoscenti. Li invito ad esprimersi riguardo la solidarietà, la generosità, alcuni dei valori dei quali oggi tutti parliamo volontieri. Ebbene diversi di loro, al telefono mi raccontano, fra le altre cose, che il disinteresse e l’indifferenza sono come per magia scomparsi, che nel loro palazzo tutti si aiutano come non mai. Custodi che bussano alla loro porta, giovani che chiedono se serve qualche aiuto, dolci pensieri da parte delle amministrazioni, messaggi di ogni genere nelle bucalettere, sul cellulare e tanto altro ancora. Una montagna di piccoli e grandi gesti che vogliono e riescono a rendere meno pesante la convivenza con il Coronavirus, che infondono fiducia nell’avvenire.
La cosa bella e ancor più interessante è che molti responsabili di agenzie immobiliari, molti proprietari hanno permesso ai loro inquilini di utilizzare perfino gli spazi verdi esistenti attorno all'immobile. Naturalmente sempre nel rispetto delle misure precauzionali. Un unicum mi dicono, in quanto finora non era sempre permesso ovunque! Stupendo sì, perché poter godere di un pezzetto di verde sotto casa è tutta un’altra vita, soprattutto se sei confinato in pochi metri quadrati. Chi lo possiede lo sa molto bene. Non siamo tutti uguali davanti a questa situazione. Essa mette in luce certe disuguaglianze. Prima però non ci si pensava troppo: il prato doveva essere bello e basta. Al massimo lo si poteva ammirare dal terrazzo. Mi auguro che dopo questa pandemia, grazie anche al piccolo virus dittatore sì, ma allo stesso tempo rivoluzionario, vedremo qua e là nel Quartiere, nella Città, sempre più spazi verdi “vivi”, orticelli rigogliosi e tante Feste dei Vicini tutte molto speciali e sempre più belle perché spontanee, nate dal cuore! Ricordiamoci infine che sono anch’essi bisogni essenziali, vecchi come il mondo!
Rosanna Camponovo - Locarno
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