
Chi ha a cuore il proprio paese, non può di certo restare indifferente alla metamorfosi in atto nella nostra società. L’invecchiamento, la salute, la densità demografica, l’andamento economico, le relazioni nazionali e internazionali, la mobilità, la formazione, la tecnologia sono alcuni tra i temi che più condizionano la nostra vita e lo sviluppo del nostro territorio. Operare in funzione delle tendenze in atto, garantire i servizi, assicurare la qualità di vita e promuovere il territorio sono compiti essenziali delle autorità comunali che devono di conseguenza disporre dei mezzi per perseguire questo fine. Poter intervenire tempestivamente e mantenere una visione organica e lungimirante sono delle prerogative impellenti per non restare fermi al palo. Com’è noto, i tempi politici frenano il processo decisionale rimandando di conseguenza nel tempo le soluzioni inerenti alle esigenze attuali. La strategia sul rafforzamento dei poli urbani spinta dal Cantone è logica e per nulla casuale in quanto permette di snellire questo processo che soventemente s’incaglia sulle sfide che vanno ben oltre ai confini territoriali e per le quali occorrono degli interventi a carattere regionale o interregionale.Se da un lato permangono i doveri istituzionali locali, dall’altro vi sono anche delle crescenti necessità sovra comunali che richiedono ingenti investimenti a beneficio di tutta la regione. Penso ad esempio alle grandi opere stradali, al trasporto pubblico, alle infrastrutture sportive e culturali, agli istituti per la formazione, agli ospedali, alle case medicalizzate, ai parchi, alla riqualifica dei fiumi e dei boschi, agli incentivi per l’economia regionale e per l’occupazione, alla promozione della piazza finanziaria e del turismo, alle case popolari, ai servizi di sicurezza e di soccorso, e tante altre ancora. Necessità per le quali ci si aspetta delle azioni immediate, spesso coordinate e ripartite tra livello comunale, cantonale e nazionale e dove il comune ricopre un ruolo fondamentale quale diretto interessato e che quindi deve disporre anche dei margini di manovra necessari alfine di garantire l’autonomia decisionale regionale. L’esigenza di unire i comuni è quindi una naturale conseguenza per permettere le autorità locali di restare al passo con i tempi, riorganizzarsi per continuare a mantenere la qualità dei servizi e progredire in funzione delle nuove necessità dettate dall’evoluzione della società in un territorio sempre più stretto.L’aggregazione tra Lugano, Cadro, Sonvico e la Val Colla è una tappa fondamentale per la riorganizzazione istituzionale del luganese. Nella quotidianità, già oggi gli abitanti dei comuni limitrofi usufruiscono dei servizi regionali e patiscono delle carenze infrastrutturali, basti ad esempio pensare alla mobilità. Lo sviluppo in quest’ottica tocca pertanto in modo diretto o indiretto tutta la regione, se in modo più o meno vantaggioso dipende però dalle scelte optate e quindi dalla relativa possibilità di far valere le proprie rivendicazioni. Partecipare allo sviluppo cittadino e al diritto decisionale non è solo un’irrinunciabile occasione, bensì una responsabilità civica e morale nel rispetto di chi in passato ha lottato per questi principi lasciandoci in eredità un inestimabile patrimonio territoriale da preservare e valorizzare.
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