
In questi giorni il Gran Consiglio ticinese dovrà dire sì oppure no ad un investimento milionario di AET per la costruzione di un impianto di produzione di energia elettrica funzionante a carbone. Molti gran consiglieri e forse anche molti ticinesi penseranno che non si tratta di una cattiva idea, soprattutto perché la centrale in questione verrà edificata in Germania e non sul nostro territorio. Prendendone in considerazione tutte le sfaccettature, però, è evidente che si tratta di un progetto balordo ed irresponsabile, in contraddizione con tutte le dichiarazioni di intenti delle autorità cantonali e federali a favore di una riduzione dell’inquinamento e della produzione di anidride carbonica. Sotto due aspetti, dal mio punto di vista, il progetto è particolarmente problematico: quello medico e quello etico. Una centrale come quella prevista a Lünen produce inquinamento sia nel trasporto di carbone da un altro continente alla Germania, sia nell’emissione dei fumi: se dei filtri moderni abbattono una buona parte delle polveri sottili, nulla possono, purtroppo, contro l’emissione di particelle più piccole, le cosiddette nanoparticole, potenzialmente molto pericolose perché in grado di passare facilmente dalle vie respiratorie al sistema cardiovascolare e addirittura al cervello. Il fatto di respirare, in Mendrisiotto, un’aria con tassi elevatissimi di polveri sottili non ci autorizza a procurarci energia elettrica da fonti fossili in Germania; anzi, dovremmo capire ancora meglio la popolazione ed un consistente numero di medici della regione di Lünen, che si oppongono alla costruzione della centrale in quanto confrontati quotidianamente, come noi, con patologie respiratorie e cardiovascolari favorite dall’aria tossica. Come cittadini e, ancor di più, come medici responsabili verso un futuro energeticamente più sostenibile non possiamo che augurarci che i nostri gran consiglieri a larga maggioranza dicano no al progetto di Lünen.Rolando Bardelli, municipale Balerna
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