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Rolando Bardelli: I momò si tengano la loro aria inquinata
Redazione
16 anni fa

Chi da tempo, in Mendrisiotto, si aspettava delle buone notizie sul fronte della lotta all’inquinamento atmosferico, nelle scorse settimane è rimasto di certo molto deluso. L’aria respirata dai momò rimane sempre avvelenata: durante lo scorso mese di luglio a Mendrisio il valore limite orario per l’immissione di ozono è stato superato per ben ventisette giorni su trentuno, quando l’Ordinanza federale sull’inquinamento atmosferico l’ammette solamente per un’ora all’anno! Inoltre, se il rapporto del Dipartimento ambiente per il 2009 indica un certo miglioramento per tutto il cantone, lo stesso è meno importante nel distretto più a sud del Ticino, dove le immissioni rimangono sempre molto al di sopra dei limiti previsti dalla legislazione federale per quanto riguarda l’ozono, gli ossidi d’azoto e le poveri sottili. Il tribunale amministrativo federale lo scorso del 13 luglio ha emesso una sentenza con la quale boccia i 100 km/h tra Bissone e Chiasso. L’introduzione del limite di velocità era stato decretato dal Consiglio di Stato nel 2008 e avrebbe permesso l’attuazione di una misura prevista dal Piano di risanamento dell’aria. Purtroppo il TCS e l’autorità federale di ricorso si sono fatti un baffo della politica cantonale di lotta all’inquinamento atmosferico, e quindi della salute degli abitanti del Mendrisiotto. Lo hanno fatto prendendo a pretesto una presunta inefficacia dell’abbassamento del limite di velocità ed un’altrettanto presunta penalizzazione degli automobilisti. Dal punto di vista tecnico nessuno può contestare che il minimo di emissioni per i motori a scoppio del parco veicoli attuale si verifica ad una velocità compresa tra gli 80 ed i 100 km/h circa; d’altra parte è altrettanto evidente che la regolarità e la scorrevolezza del traffico, in particolare di quello intenso che tutti conosciamo tra Chiasso e Melide, sono maggiori a 100 km/h che non a 120. Infine è delle scorse settimane l’informazione, menzionata anche nel rapporto sulla qualità dell’aria nel 2009, che il Consiglio di Stato rinuncia all’introduzione di tasse di parcheggio presso i grandi attrattori di traffico, contraddicendo così delle precise sue disposizioni in questo senso contenute nel Piano direttore cantonale e nel Piano di risanamento dell’aria. Una modestissima tassa di parcheggio pagata da chi si reca con la propria automobile nei centri commerciali (sull’esempio dell’autosilo del Centro LuganoSud di Grancia) garantirebbe una parità di trattamento per i commercianti delle zone centrali dei nostri paesi, dove le tasse di stazionamento sono da tempo in vigore; inoltre permetterebbe la costituzione di un fondo destinato a finanziare i trasporti pubblici, che in Mendrisiotto necessitano urgentemente di un potenziamento reso difficile dalla mancanza di adeguato finanziamento pubblico. Delusi per questa tendenza a trascurare delle misure volte a migliorare l’aria che respiriamo, i Verdi, sezione del Mendrisiotto si associano al PS, ad ALRA e ad SOS Mendrisiotto Ambiente nel chiedere al Consiglio di Stato di attivarsi verso le autorità federali competenti affinché la messa in vigore del limite di 100 km/h sul tratto di autostrada tra Chiasso e Melide diventi effettiva. Inoltre invitano i granconsiglieri ticinesi a essere più lungimiranti del Consiglio di Stato rilanciando l’introduzione di tasse di parcheggio per i grandi attrattori di traffico su tutto il territorio cantonale, in particolare nell’intento di migliorare il finanziamento dell’unica soluzione sensata al soffocamento da traffico: dei trasporti pubblici efficienti ed attrattivi. Rolando Bardelli, Verdi sezione del Mendrisiotto

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