
“L’attuale struttura organizzativa è un diretto risultato dei mutamenti e delle scelte politiche avvenute nei primi anni Novanta ed era stato concepito per una gestione strategica da parte di un Esecutivo formato da cinque membri. Il passaggio ad una composizione politica di sette membri e il parallelo mantenimento di una struttura di tipo “dipartimentale” ha generato, in alcuni settori di attività, qualche problema nella misura in cui vi sono ora alcuni direttori di servizi/sezioni che sono di fatto subordinati a più municipali (capi dicastero). Il passaggio da cinque a sette membri dell’Esecutivo ha tenuto conto degli equilibri politici, ma non necessariamente di quelli organizzativi.” La laconica quanto chiara citazione è estrapolata dal rapporto intermedio NAC dell’aprile 2007 (pag. 35), l’ultimo segnale di vita che ha dato di sé la riorganizzazione dell’amministrazione comunale. O quasi. Poco meno di quattro anni dopo (il 28 gennaio 2010) abbiamo in effetti appreso dai media che il Municipio si è finalmente chinato a “definire i capisaldi sui quali dovrà poggiare la riorganizzazione dell’amministrazione comunale”. Voglio comunque tranquillizzare subito gli adepti dell’immobilismo: il responsabile del progetto Municipale Zanetti ha già trovato il capro espiatorio per giustificare un nuovo insabbiamento della NAC. Uno sparuto gruppo di Consiglieri comunali PPD che ha avuto l’ardire di presentare una mozione per ridurre il numero di municipali da 7 a 5. Già perché il Municipio ha definito 7 aree di competenza, e da qui dovrebbe finalmente partire la riorganizzazione dell’amministrazione comunale; si dovesse invece definirne 5 di aree di competenza vorrebbe dire paralizzare tutta la NAC e sarebbe quindi colpa del PPD. Mettere le mani avanti per accampare nuove scuse, accusando altri di frenare la NAC, non solo è poco serio, ma è pure segno di scarsa memoria. Chi si è permesso di rilanciare in questo modo il tema della NAC è chi sei anni fa ha introdotto una mozione proprio per dare avvio alla NAC, riprendendo una mozione precedente del 1996 dei Consiglieri comunali Luigi Mattei e Cesare Lepori, che già avevano segnalato la necessità impellente di rivedere la struttura dell’amministrazione comunale. Due anni fa, sempre nell’intento di rilanciare il discorso, preso atto del fallimento del tentativo di riorganizzare e unificare perlomeno l’Ufficio sport, il Gruppo PPD aveva introdotto una nuova mozione, chiedendo che il Municipio rimediasse alla poco razionale dicotomia dello sport in Città. Inutile dire che nemmeno in questo settore, da allora, si è mosso alcunché. Rocco Taminelli, Claudia Cassina, Alice Croce-Mattei, Paolo Locatelli, Nicola Ravasi e Michele Andina, PPD Bellinzona
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