
Gli investimenti – pubblici e privati – sono importantissimi poiché producono un doppio beneficio. Primo, creano qualità di vita per la nostra e le generazioni a venire. Secondo, generano reddito immediato e dunque posti di lavoro, entrate fiscali e aumento dei consumi. Investire significa muovere il capitale. Come dico spesso, negli ultimi anni si è instaurata una preoccupante mentalità dell’immobilismo. Nel settore finanziario sono immobilizzati miliardi di franchi che generano interessi negativi. E la situazione non accenna a migliorare. Un esempio: ora chi compera obbligazioni della Confederazione non riceve interessi, vale a dire tasso 0! Per investire bisogna avere coraggio e una visione di lungo termine. Specialmente il settore pubblico non può stare con le mani in mano.
Ora che le finanze a livello comunale, cantonale e federale stanno meglio, bisogna effettuare più investimenti in infrastrutture di trasporto, nella mobilità dei dati, nel settore delle energie pulite, nella formazione, ecc. Importante è pure accelerare l’esecuzione dei progetti già decisi dai legislativi abbattendo le barriere burocratiche. A livello federale per esempio occorre esaurire i crediti richiesti per i diversi progetti nei tempi e nei modi decisi dal Parlamento. E non lasciare che questi vadano a sommarsi alle eccedenze annuali della Confederazione. Allo stesso tempo, gli investimenti produttivi delle PMI sono altrettanto fondamentali e vanno sostenuti attraverso condizioni ideali della fiscalità, del livello di formazione delle risorse umane, della mobilità delle persone, dei dati e delle merci, ecc.
In questo contesto, le nostre aziende di famiglia da ormai 3 generazioni investono continuamente in progetti sul territorio come la costruzione del nuovo Centro pacchi regionale della Posta a Cadenazzo o il progetto di nuova funivia Alpe Foppa-Motto Rotondo. Ora più che mai è necessario “muovere” di più il capitale sia nel settore pubblico che in quello privato. Occorre però avere una visione di lungo termine e coraggio per restare al passo con i tempi. È ora di cambiare marcia!Rocco CattaneoConsigliere nazionale
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