Cerca e trova immobili
Ospiti
Roberto Martinotti - Una fiaccola accesa per SCuDo
Redazione
12 anni fa

Una, dieci, venti, cento fiamme erano accese davanti al Municipio di Lugano per ricordare che le operatrici e gli operatori sociali di SCuDO sono stati privati del loro contratto collettivo di lavoro, gettando le basi per una deregolamentazione pericolosa. Non è un puntiglio, non è per enfasi sindacale ma credo che attraverso i Contratti Collettivi di Lavoro si possa dare al lavoratore la sicurezza e la pace sul lavoro che poi si trasforma in miglior servizio all’utenza affidata.

La rottura di un Contratto Collettivo non può che significare la volontà di messa in concorrenza tra i lavoratori, rispettivamente di contratti individuali che nascondono tra le righe il pericolo della meritocrazia e della possibilità futura di dumping salariale.

Come operatore sociale non riesco proprio a capire come possa un medico come il Presidente Signor Macchi -persona che nella sua professione dovrebbe e sicuramente ha intrinseca nella sua morale la voglia di aiuto, la voglia di dare sollievo ai dolori dei propri pazienti- possa di punto in bianco voler far male al personale del servizio che lui presiede. La rottura di un CCL fa male, disorienta, mette ansia e crea apprensione. Sintomatologie che un medico dovrebbe capire e che possono portare a lungo andare ad un’acutizzarsi dell’assenteismo tra il personale e all’insorgenza di malattie professionali pericolose. Un medico dovrebbe mettere davanti ad ogni altro obiettivo quello del benessere psico-fisico delle persone, che collaborano con lui nella gestione del servizio di SCuDo.

Io credo che il Comitato di SCuDo sia ancora in tempo a dare un segnale forte per evitare il male che si farebbe se si mantenesse valida la disdetta del CCL per il 31.12.2014 e del bene che si farebbe se ritornasse sui suoi passi. Ridarebbero fiducia nei propri mezzi alle lavoratrici e ai lavoratori, darebbero nuovo stimolo nella loro professionalità , ricreerebbero la tranquillità nello svolgimento del proprio lavoro e darebbe all’opinione pubblica un’immagine di rispetto per chi opera a favore di pazienti anziani, invalidi e famiglie con bambini.

Roberto Martinotti

presidente Sindacato VPOD Ticino

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata