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Roberto Martinotti - TISA: non è un nuovo modello di automobile
Roberto Martinotti - TISA: non è un nuovo modello di automobile
Roberto Martinotti - TISA: non è un nuovo modello di automobile
Redazione
10 anni fa

Certo ci sono temi che catalizzano e banalizzano l'attenzione del cittadino su argomenti inutili e privi di contenuto, distraendo la sua attenzione da questioni si difficili, ma che a lungo andare, potrebbero, se non comprese, distruggere oltre alla libertà del cittadino, addirittura l'intera democrazia della Svizzera e di moltre altre nazioni europee.

Voglio parlare brevemente del trattato internazionale TISA. Sigla che poco dice ai più ma, se dimenticata e non approfondita, potrebbe far piangere in molti.TISA è un trattato internazionale che potrebbe avere enormi conseguenze per lavoratori e cittadini svizzeri e, in generale, per miliardi di persone nel mondo, privatizzando ancora di più servizi fondamentali, come la sanità, i trasporti, l'struzione, su pressione di grandi lobby e multinazionali. Un accordo che viene negoziato nel segreto assoluto e che, secondo le disposizioni, non può essere rivelato per cinque anni anche dopo la sua approvazione.

Si chiama “Tisa”, acronimo di “Trade in services agreement”, ovvero “accordo di scambio sui servizi”. E' un trattato che non riguarda le merci, ma i servizi, ovvero il cuore dell'economia dei paesi sviluppati, come la Svizzera che è uno dei paesi europei che lo sta negoziando. Gli interessi in gioco sono enormi: il settore servizi è il più grande per posti di lavoro nel mondo e produce il 70 per cento del prodotto interno lordo globale di molte nazioni europee.

A sedere al tavolo delle trattative del Tisa sono i paesi che hanno i mercati del settore servizi più grandi del mondo: Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Canada, i 28 paesi dell'Unione Europea, più Svizzera, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Israele, Turchia, Taiwan, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Pakistan, Panama, Perù, Paraguay, Cile, Colombia, Messico e Costa Rica. Con interessi in ballo giganteschi: gli appetiti di grandi multinazionali e lobby sono enormi.

Bozze del trattato, informazioni precise sulle trattative non ce ne sono e neppure si possono leggere liberamente e capirne i suoi meccanismi .

A colpire subito è la prima pagina del file, che spiega come il documento debba restare segreto anche se può essere discusso utilizzando canali non protetti: «Questo documento deve essere protetto dalla rivelazione non autorizzata, ma non può essere inviato per posta, trasmesso per email non secretata o per fax, discusso su linee telefoniche non sicure e archiviato su computer non riservati.

Deve essere conservato in un edificio, stanza o contenitore chiusi o protetti». E il documento potrà essere desecretato «dopo cinque anni dall'entrata in vigore del Tisa e, se non entrerà in vigore, cinque anni dopo la chiusura delle trattative».

Pare difficile credere che, nonostante la crisi senza precedenti che ha travolto l'intera economia mondiale, distruggendo imprese, cancellando milioni di posti di lavoro e, purtroppo, anche tante vite umane, le nuove regole finanziarie mondiali vengano decise in totale segretezza.

Il risultato è il TISA, di cui nessuno parla e di cui pochissimi sanno.

Eppure questo accordo condizionerà le vite di miliardi di persone.

Ma dove ci potrebbe portare TISA?

Davvero arriverà a investire servizi fondamentali come l'istruzione e la sanità? Non ci sono dubbi che le negoziazioni del Tisa mirano a investire tutti i servizi, non solo quelli finanziari, quindi anche sanità, istruzione, energia, acqua e tutto il discorso della trasmissione dei dati. E la Svizzera cosa dice? Ma chi sta dicendo qualche cosa? Nessuno se non il sindacato dei servizi pubblici VPOD a livello svizzero che si interroga, cerca di far interrogare i nostri politici sul rischio di questo trattato.

Lunedì sera l'Associazione per la difesa del servizio pubblico ha presentato la tematica di TISA in una serata pubblica dove tra gli altri rerlatore il Segretario Centrale del Sindacato VPOD Signor Stefan Giger ha presentato ed elencato tutti i rischi che il trattato riserva se non dovessimo fermare in tempo questa pericolosa deriva privatistica.

Lati positivi? Sinceramente non ne ho trovati, ma ho capito che se non dovessimo frenare l'intento subdolo di TISA potremmo vederci tolta la nostra democrazia da sotto il naso e poi?

Va be chi vivrà vedrà, ma non dormiamo sugli allori!

Roberto Martinotti

Presidente VPOD Regione Ticino

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