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Roberto Martinotti - Scuola non si scrive con la "Q"
Redazione
12 anni fa

Mi si accappona la pelle quando leggo certi articoli dove l’unico argomento per affossare l’iniziativa “Aiutiamo le scuole comunali - per il futuro dei nostri ragazzi” è quello che è la sinistra che l’ha proposta. A parte il fatto che il Comitato d’iniziativa è in realtà formato da persone di tutti i partiti ed è sostenuto dalla Conferenza ticinese dei genitori, questo ostracismo non è un segno di apertura mentale e di lungimiranza!

Aiutare i nostri ragazzi vuol dire oltrepassare gli steccati politici, eliminare le barriere partitiche e cercare soluzioni intelligenti al di là del fatto che siano proposte dalla sinistra, dalla destra o dal centro.

Davanti al futuro delle nostre generazioni non possiamo e non dobbiamo farci irretire da strumentalizzazioni partitiche, ma dobbiamo capire quale siano le migliori soluzioni per tutti. L’iniziativa si fonda su una tesi pedagogica inconfutabile. Meno allievi per classe vuol dire avere più tempo per il docente di poter ascoltare gli eventuali disagi degli allievi, intervenire per tempo, limitare l’insorgenza di divari incolmabili. Un carico minore di allievi per classe permette al docente di trovare strategie e vie nuove per ascoltare attentamente gli allievi, riconoscerne i bisogni ed elaborare strategia di insegnamento appropriate e tempestive.

Alcuni contrari all’iniziativa “Aiutiamo le scuole comunali” pensano poi che la donna sia la regina del focolare come nelle fiabe dei fratelli Grimm. Ma la realtà in Ticino è un’altra. Lo sviluppo economico, il disagio di molte famiglie, l’aumento del costo della vita non permettono ad un solo genitore di far fronte ai bisogni del proprio nucleo familiare. Da qui la necessità incombente di dover lavorare per entrambi i genitori e di trovare nel contempo soluzioni adeguate per accudire e gestire i propri figli. L’iniziativa che si andrà a votare il 28 settembre darà un sostegno puntuale, tempestivo e duraturo nel tempo a tutte queste famiglie: mense e doposcuola accessibili a tutti. Si tratta di una soluzione che non ferisce nessuno, che non obbliga ma propone, che offre ma non pretende di sostituirsi alle famiglie. È la migliore soluzione per venire incontro ai nuclei familiari che necessitano di un aiuto nella gestione dei figli in caso di assenza di genitori impegnati nel lavoro e non per sfizio, come vorrebbero dare ad intendere taluni contrari all’iniziativa.

Aiutiamo le scuole comunali a migliorare la propria offerta formativa, aiutiamo i docenti ad istruire gli allievi, aiutiamo le famiglie a trovare giuste soluzioni ai bisogni pressanti in questo difficile momento economico.

Votiamo con un SI convinto, perché scuola non si scrive con la “Q”.

Roberto Martinotti, presidente VPOD Ticino

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