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Roberto Martinotti - Dare voce a chi non ha voce
Redazione
11 anni fa

È innegabile, siamo in piena campagna elettorale.

Vorrei trattare un tema legato ad una categoria di lavoratori e di potenziali elettori silenti, che nessuno prende mai in considerazione in questi momenti di frenesia elettorale.

Ci sono cittadini che dalle elezioni cantonali non trarranno mai beneficio, che delle opposte fazioni non importa nulla, che dai vinti e dai vincitori non trarranno mai alcun giovamento personale. A loro serve la politica attenta, la politica seria, onesta, vincolata da una capacità empatica che nessuno dei pretendenti al Consiglio di Stato o al Gran Consiglio potrà dimostrare nei comizi, negli aperitivi preelettorali, perché a loro le porte sono sempre state chiuse. Perché a loro servirebbe solo l'eliminazione di alcune barriere architettoniche per vincere le proprie elezioni.

Basterebbe eliminare i preconcetti nei confronti del diverso per raggiungere la soglia del Parlamento. Basterebbe ascoltare le loro grida soffocate dall'afasia, dall'impossibilità di comunicare, di parlare, di vedere, di camminare e di farsi vedere. Ci sono famiglie con figli portatori di handicap, che aspettano ad ogni svolta elettorale il vero cambiamento, la vera apertura nei confronti dei loro figli che vivono all'interno di strutture protette, di foyer, di Istituti, i quali lottano ogni giorno per il loro rispetto e la loro dignità.

Non ho mai sentito candidati ricordarsi di loro, formulare vere proposte per il miglioramento della loro situazione di vita. Sì, loro hanno, a differenza di altri nel disagio e nell'indigenza, di che vivere con la rendita AI, con la complementare che copre il loro bisogno di presa a carico istituzionale. Ma sono persone, sono, occhi ed orecchie che vedono e che ascoltano, sono sorrisi o lagrime a seconda del loro stati d'animo.

Ah... ma mi dimenticavo, scusate, molti di loro non hanno i diritti civici, non possono andare a votare, non possono dare le preferenze sulle schede elettorali, non possono attribuire preferenze, non entrano nelle persone da “galoppinare” per il proprio seggio. Sì, in questo periodo elettorale non servono proprio a nulla! Come operatore sociale prima ancor di essere candidato al Gran Consiglio non posso ignorare la voce afona di chi ha necessità di aiuto nel quotidiano e quindi il mio impegno è e sarà, oggi come domani, la puntualità nella presa a carico di ogni loro necessità come individuo, come essere umano nel bisogno, prima di ogni discorso politico e di mera speculazione elettorale.

Roberto Martinotti

Presidente VPOD regione Ticino

Candidato PS al Gran Consiglio

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