
Un ministro massone non da molte garanzie. Per il semplice motivo che non si sa se la sua fedeltà va prima allo Stato, cui è chiamato a gestire per conto di tutti i cittadini (non solo il proprio elettorato), oppure al suo maestro, venerabile o come cavolo vogliamo chiamarli. L’esperienza di Licio Gelli, che ancora getta ombre davvero fosche sui poteri occulti dello Stato a distanza di anni, non tarda a farsi sentire anche qui. Ed era ora, perché in Ticino di Massoneria non se ne parla, o meglio, se ne parla, ma sussurrando. La Massoneria, nonostante tutto, esercita ancora il suo fascino occulto e Norman Gobbi a quanto pare ne è rimasto colpito. Intendiamoci, non è la Massoneria in sé, nata nel medioevo, che ha avuto il suo massimo splendore nell’età dell’Illuminismo, dove il pensiero liberale metteva in discussione concezioni ideologiche ancora legate al vecchio pensiero cristiano che minava le fondamenta della ragione. Ha avuto il suo percorso storico e non è stata necessariamente un male. Tuttavia, col passare degli anni e con il pensiero liberale che si è imposto nella società moderna, la Massoneria pare sia diventata il crogiuolo dove viene formata la classe dirigente, o meglio, più dirigente di altri dirigenti, che si uniscono allegramente per compiere strani riti (?) e giuramenti di fratellanza. Non a caso, nonostante la forte chiusura interna della Massoneria, difficilmente si è venuti a conoscenza di un operaio affiliato a tale organizzazione. Ma solo individui di alta posizione sociale. Che il vincolo di obbedienza poi, metta il massone nella condizione di rendere conto del suo operato prima alla propria Loggia che ad altri, rende la posizione del politico massone abbastanza dubbia, proprio per la trasparenza che un politico dovrebbe avere nei riguardi dei propri cittadini (ripeto, non solo i propri elettori). Non è quindi la Massoneria in sé che mi spaventa, come organo mondialista che tira i fili del mondo come affermano molte teorie cospirazioniste (chi leggesse la storia della Massoneria, si renderebbe subito conto che le scissioni e le diatribe della Sinistra non sono niente in confronto ai tafferugli ideologici dei massoni, dagli USA alla Francia, dalla Germania all’Italia eccetera). Ma la continua ostinazione a mantenere il segreto su riti e attività delle logge massoniche trattate in grandissimo segreto. Quindi, cari Fratelli ticinesi, se volete che la gente la smetta di pensar male della Massoneria e dei suoi membri, se ritenete che non ci sia nulla da nascondere, bene, aprite le vostre logge al pubblico e lasciate che tutti possano beneficiare del grande sapere che dite di possedere, affinché tutti (parole di massoni) possano vedere la luce e la verità del Grande Architetto dell’Universo, il vostro Dio e diventare così uomini retti, virtuosi e perfetti. Tanto, un Dio in più, un Dio in meno, non fa differenza. Magari è quello giusto. Roberto De Tullio, comunisti
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