
Una decina di giorni fa ad Unterägeri (Zugo) il PLR nazionale ha lanciano un’iniziativa popolare di cui si sentirà sicuramente parlare nei prossimi mesi. “Stop alla burocrazia!” il titolo suggestivo con cui si intende modificare la Costituzione federale introducendo un nuovo articolo che chiede la promulgazione di leggi semplici e comprensibili e una loro applicazione efficiente e poco burocratica. Inoltre le amministrazioni e i relativi tribunali sono chiamati ad agire in maniera rapida ed efficace, senza troppi intoppi burocratici. Per concretizzare questi obiettivi si vuole diminuire il numero delle leggi, vagliando la loro effettiva utilità, attualità ed applicabilità. L’iniziativa solleva quindi questioni fondamentali per uno stato di diritto. Non è un mistero che i cittadini sono tartassati da procedure complicate e devono sottoporsi ad un calvario amministrativo prima di avviare una qualsiasi attività economica e commerciale. Compilazione di formulari, una marea di domande, richiesta di dichiarazioni ed attestati e tanto altro ancora. Sovente si rasenta pure il ridicolo, con le formalità che hanno il sopravvento sulle sostanzialità. Nessuno finora, neppure il parlamento, ha avuto la volontà, o il coraggio, di esaminare se una legge in vigore abbia ancora senso, ha raggiunto i suoi scopi o se ne potrebbe fare a meno. La tendenza è invece quella di sfornare nuove regolamentazioni, di codificare tutto, anche questioni marginali, rendendo sempre più difficoltoso al profano muoversi in questi meandri. Il risultato è una burocrazia mastodontica e costi amministrativi molto alti. Se si vuole rimanere una nazione attrattiva dal profilo economico e sociale, è necessario snellire tutto ciò e porre mano a quest’opera di revisione permanente della legislazione. In concreto occorre trovare il giusto equilibrio fra la vera necessità di una regolamentazione e la possibilità di rinunciare a tante norme fini a se stesse. Meno burocrazia stimola l’iniziativa personale e sgrava le piccole-medie imprese da costi miliardari con l’opportunità di investire questo denaro nella produzione di beni e nella fornitura di servizi. L’iniziativa precorre i tempi e vuole evitare che, senza percepirlo, si sprofondi in uno stato eccessivamente burocratico e lento, che pone ostacoli ad ogni iniziativa frenando la competitività economica e lo sviluppo. Alcuni esempi: l’unificazione del diritto delle costruzioni a livello nazionale con un’abbreviazione dei termini per il rilascio dei permessi di costruzione; una semplificazione del sistema di tassazione dell’IVA mediante l’abolizione dei tre tassi differenti, con 58 milioni di franchi all’anno di costi amministrativi, e l’adozione di un nuovo tasso unico; la gestione semplificata dei salari delle PMI tramite la dichiarazione ad un solo ente; una semplificazione dei permessi e delle autorizzazioni per il personale (lavoro temporaneo, disoccupazione parziale, prestito di personale). Il PLR solleva quindi una problematica sentita che tocca giornalmente la pelle dei cittadini. Non si tratta di limitare i compiti dello Stato o di togliergli competenze, ma semplicemente di rendere il tutto più efficiente e veloce in modo che i cittadini stessi possano disporre di maggiore libertà d’azione e d’iniziativa, ed assumere più responsabilità individuale nell’affrontare le proprie scelte e i progetti di peso. La “sburocratizzazione” dell’amministrazione è un fattore essenziale di attrattiva per il nostro paese. Uno Stato efficiente, reattivo e vicino ai suoi cittadini è garanzia di libertà e promotore di responsabilità. Roberto Badaracco, Capogruppo PLR nel CC di Lugano
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