
Con un risultato chiaro lunedì sera il Consiglio comunale di Lugano ha votato l’adesione al costituendo Ente regionale per lo sviluppo del Luganese. Si tratta di una decisione di portata strategica per lo sviluppo dell’intera area del Luganese nei prossimi decenni. Dopo i benestare pervenuti dai comuni della cintura ora Lugano, polo regionale la cui importanza è indiscussa, potrà fungere da primo attore in un ente che concretizza gli obiettivi contenuti nelle norme federali e cantonali sulla nuova politica regionale. Più del numero e del nome delle persone componenti il comitato esecutivo, ad essere determinanti sono i suoi scopi. Dovrà divenire il motore dello sviluppo socioeconomico della regione e garantire il coordinamento pianificatorio e finanziario in materia di infrastrutture e di servizi. Concetti basilari quelli della messa in rete delle risorse e della realizzazione di sinergie fra i vari attori territoriali, tanto conclamati ma mai praticati fino in fondo. Ancora oggi i principali ostacoli sono rappresentati dalla frammentazione politica del nostro territorio e dall’atavica incapacità di vedere al di là del proprio orticello. Si lancia un nuovo modo di affrontare le tematiche sovralocali, come quelle della mobilità, della promozione economica e della gestione del territorio, con l’obiettivo di assicurare un reale valore aggiunto e di potenziare la competitività di tutta una regione. Nuovi equilibri fra città e periferia, fra poli di sviluppo e centri di competenza, fra aree naturali e di svago. Il tutto improntato ai principi dello sviluppo sostenibile con la consapevolezza che le risorse e i beni debbono essere utilizzati con parsimonia e lungimiranza, rispettando l’ambiente e il territorio e tenendo conto dei limiti strutturali di tutti gli attori in gioco. Tramite la costituzione di vere e proprie agenzie operative si potrà poi lavorare su progetti concreti nel contesto di una visione territoriale unica. Occorrerà essere coscienti che Lugano rappresenta un polo regionale e cantonale attorno al quale costruire nuove realtà di sviluppo. Le politiche istituite dal nuovo Ente dovranno consentire di rendere ogni singola regione complementare e non concorrenziale alle altre. L’obiettivo ultimo è una crescita armonica del territorio, della popolazione, dell’economia e delle risorse finanziarie del Luganese. Attorno al polo di Lugano è necessario saper comporre altrettante regioni compatte il cui sviluppo porti maggiore benessere e qualità di vita ai cittadini. Le regioni periferiche dovranno inserirsi in tali dinamiche e sviluppare la propria competitività attraverso la valorizzazione del territorio, delle proprie attività, delle risorse in loco e dei prodotti tipici. Un giusto equilibrio fra le varie componenti locali al fine di generare sinergie e compenetrazioni reciproche, utili a tutti gli attori in gioco, e di eliminare le disparità esistenti. Non si tratta di realizzare il Luganese del futuro con regioni a velocità variabili, ma di unificare al meglio gli sforzi in maniera che tutti gli enti coinvolti possano trarre reciproci vantaggi dalla complementarietà con lo scopo finale di generare prosperità e ricchezza per l’intera regione. Roberto Badaracco, capogruppo PLR nel Consiglio comunale di Lugano
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