
La scorsa settimana il Parlamento ticinese ha approvato un credito di 31 milioni di franchi per la realizzazione di percorsi ciclabili in tutto il Cantone. Oggi, lunedì, il Consiglio comunale di Lugano dovrebbe accogliere un credito di alcuni milioni limitato alla città e alla regione. Non è esagerato affermare che siamo di fronte ad una svolta della mobilità ciclabile. Mai prima d’ora erano stati stanziati crediti così ingenti per l’attuazione di percorsi ciclabili. Sempre più la mobilità lenta sta guadagnando diversi sostenitori. Negli ultimi anni si è conosciuta una generale riscoperta della bicicletta. Non solo per la sempre più spiccata sensibilità ambientale della popolazione, ma soprattutto per i vantaggi che tale vettore genera. Per piccoli spostamenti, inferiori ai 5 km, la bici si rileva il mezzo più efficiente e veloce in strade perennemente intasate. In più la vita sedentaria nelle società tecnologizzate impone di esercitare sano sport e di muoversi. L'uso della bicicletta unisce quindi l’utile al dilettevole. La salutare pressione di certe associazioni ambientali ha portato in pochi anni il Cantone e il Comune di Lugano ad occuparsi seriamente di mobilità lenta. Il Ticino si trova infatti anni luce indietro per rapporto ad altre realtà confederate. Ora si recupera terreno ma molto resta ancora da fare. In passato il vero ostacolo ad un maggiore sviluppo di tale vettore è stata la mancanza di percorsi adatti e soprattutto sicuri. Diversi sondaggi dimostrano che la preoccupazione maggiore del potenziale ciclista è quella legata alla mancanza di sicurezza sulle nostre strade. Sfido chiunque, oggigiorno, a circolare con la bicicletta sulle vie più trafficate. È una sorta di “suicidio annunciato”. Ben vengano quindi questi nuovi percorsi a fianco di strade o su apposite corsie ciclabili. Questi tragitti, sicuri e spesso nel verde, fungeranno da attrattori e da stimolo per l’incremento dell’utenza, dalle famiglie con figli ai giovani e meno giovani. Ma una buona offerta di percorsi ciclabili non è solo interessante per gli indigeni ma rappresenta un’importante carta da spendere dal profilo turistico. Già oggi sono tanti i visitatori soprattutto dalla Svizzera interna e dal nord che fanno le vacanze portando con sé la bicicletta. Se ben pubblicizzati questi percorsi potranno diventare un elemento in più per far convergere potenziali turisti nel nostro Cantone. Diversificare l’offerta di trasporto diventa sempre più un elemento fondamentale della politica della mobilità. Un perfetto equilibrio fra trasporto motorizzato, pubblico e mobilità lenta è lo strumento più adeguato per fluidificare il traffico, migliorare la qualità dell'aria e la generale qualità di vita del cittadino. Ora si spinge nettamente sull’acceleratore e si vuole realizzare una serie di percorsi che rendono l’uso della bicicletta una vera alternativa ad altri tipi di spostamento. Non si può che salutare con soddisfazione questa netta inversione di tendenza che unita ad un cambio di mentalità renderà le nostre città e regioni più vivibili, belle ed attrattive. Roberto Badaracco Capogruppo PLR Lugano e Granconsigliere Candidato PLR al Municipio di Lugano
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