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Roberto Badaracco: Lugano, si a moltiplicatore attrattivo, ma stabile
Redazione
15 anni fa

La nuova prassi di delegare ai Consigli comunali la decisione definitiva sul moltiplicatore d’imposta rischierà in futuro di destabilizzare non poco i Comuni. Non solo dal profilo finanziario ma soprattutto da quello politico. La fissazione del moltiplicatore comunale riveste un’importanza fondamentale nella gestione finanziaria di un Comune. È lo strumento preposto a raccogliere sufficienti risorse per una attuazione equilibrata dei compiti conferiti ad un ente pubblico. Sovente serve a rendere più attrattivo fiscalmente un Comune. Oggi è divenuto oggetto di battaglie politiche e mezzo per fare campagna elettorale. Non dovrebbe essere così ma purtroppo succede.Lugano non fa eccezione. Lunedì prossimo toccherà al suo legislativo decidere quale moltiplicatore d’imposta adottare per gli anni 2010 e 2011. Sul tavolo vi sono due proposte: quella municipale, ripresa dalla Gestione, di abbassamento dal 72.5% al 70%, e quella leghista di diminuzione al 65%. La differenza non è solo di forma ma soprattutto di sostanza. La prima è fattibile, sostenibile e punta sul lungo periodo, la seconda si rileva difficilmente applicabile su più anni. Esagerare non giova e un moltiplicatore ballerino è la peggiore soluzione che Lugano può augurarsi. Spesso e volentieri le vie dell’equilibrio e della responsabilità sono le migliori, soprattutto quando negli ultimi mesi sono subentrate novità allarmanti.La situazione economica internazionale si è vistosamente deteriorata con ripercussioni dirette sugli enti pubblici. Il preventivo 2012 appena giunto attesta un disavanzo di 12.2 mio di franchi. I molteplici investimenti pianificati esigono ingenti risorse e vari nuovi progetti sono già alle porte: i 47 mio per la nuova Casa anziani di Pregassona e i 35 mio per la ristrutturazione del Palazzo dei Congressi. Altri 82 mio. Inoltre le future aggregazioni comporteranno sicuramente oneri aggiuntivi. Non da ultimo la recente discussione sul ribaltamento degli oneri dal Cantone ai Comuni. Tutti elementi che impongono cautela e comportamenti improntati alla saggezza.La parola d’ordine è mantenere integra la solidità finanziaria della città e la sua capacità di investire in grandi opere per salvaguardarne la forza propulsiva e progettuale. Questi sono anche i presupposti essenziali per scongiurare un aumento del debito pubblico. Abbassare il moltiplicatore al 70% rappresenta un segnale politico forte, un’iniezione di fiducia per una pressione fiscale moderata e concorrenziale, un fattore importante d’insediamento di persone e società in città e di crescita economica. La fissazione del moltiplicatore non deve divenire terra di conquista elettorale. A Lugano le forze politiche devono affrontare i veri problemi dei cittadini ed impegnarsi a fondo per risolverli.

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