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Roberto Badaracco - Governo, se ci sei batti un colpo per il Ceresio
Redazione
14 anni fa

Gli sversamenti di acque luride nel lago Ceresio da parte italiana continuano. Gli ultimi datano di qualche giorno fa e la situazione si è fatta sempre più insostenibile. Il problema risiede negli scarichi fognari a lago, soprattutto nella zona di Porto Ceresio e Lavena-Ponte Tresa, che dopo forti pioggi propongono uno spettacolo desolante con fondali tappezzati di carta igienica e melma! Oltre un mese fa avevamo denunciato questo degrado al Governo tramite una interrogazione urgente, chiedendo di intervenire velocemente e fermamente. Finora nessun segnale e tutto tace, ed intanto gli inquinamenti continuano. Gli sforzi compiuti in questi decenni da parte svizzera rischiano di essere vanificati se da parte italiana si fa poco o nulla e non vi è la volontà di porre rimedio a quest'incuria e superficialità. In oltre 20 anni la Confederazione svizzera ha speso circa 700 mio di franchi per contenere i fattori inquinanti e risanare il lago. Cifre enormi. La città di Lugano ha fatto altrettanto nei vari Consorzi di depurazione cui appartiene investendo almeno 100 mio di franchi. Il Cantone ancora di più. Serve a poco spendere cifre considerevoli e migliorare la qualità delle acque del Ceresio se poi questi sforzi vengono annullati da chi, dall'altra parte del lago, inquina bellamente e senza ritegno, e senza che nessuno intervenga con urgenza per fermare tale stato di degrado. Ma non basta bloccare gli scarichi fognari, occorre pure riammodernare gli impianti di depurazione in territorio italiano e sul lago Ceresio, poco performanti ed inefficienti, ed adeguare oltre confine una rete fognaria vecchia e lacunosa. I ristorni per i frontalieri servono alle comunità italiane di frontiera per interventi di pubblica utilità. Chiediamo espressamente che il Governo ticinese vincoli l'erogazione di questi milioni all'esecuzione di tali opere urgenti e al riammodernamento degli impianti di depurazione. Quest'“arma” deve essere utilizzata nel caso di reiterate omissioni nel rispetto delle normative nazionali ed internazionali. Inoltre il Ticino deve assolutamente fare pressione sulla Commissione internazionale per la protezione delle acque italo-svizzere (CIPAIS), composta da Delegazioni di cui fanno parte rappresentanti delle rispettive amministrazioni, regioni Lombardia e Piemonte e Cantoni Ticino, Vallese e Grigioni, affinché si provveda al più presto ad impedire questi sversamenti di acque luride e a controllare in maniera minuziosa l'effettiva messa in esercizio degli impianti di depurazione nella parte italiana. Seppur le acque svizzere vengano regolarmente monitorate, la salute dei bagnanti deve essere prioritaria e la qualità delle acque del lago pura e sicura, senza la possibilità di incorrere in coliformi o streptococchi fecali e nell’escherichia coli, tutti batteri pericolosi. La vera posta in gioco è una migliore qualità ambientale e lacuale. Roberto Badaracco e Fabio Schnellmann, Deputati PLR in Gran Consiglio

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