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Roberto Badaracco: Foce, vittoria dei cittadini
Redazione
16 anni fa

Merita un lapidario commento il risultato della raccolta delle firme conseguito dal comitato referendario “Parco Ciani, giù le mani!”. Prima di tutto un ringraziamento sentito a tutti coloro che si sono interessati alla problematica, dimostrando un forte senso civico ed apponendo la loro firma sul formulario del referendum.Veramente tanti! Quasi 6000 firme, il doppio di quanto richiesto per legge, rappresentano un traguardo incredibile e parlano da sole. Ancor più se tale obiettivo è stato raggiunto in meno di un mese e in un periodo particolarmente sfavorevole a causa delle vacanze natalizie e di inizio anno.Quali sono le ragioni di questa risposta in massa della cittadinanza? Innanzitutto la voglia di esprimere la propria opinione su un tema, quello della sistemazione del Parco Ciani e della Foce, che sta particolarmente a cuore ai Luganesi.Tanto caro che numerose sono state le persone domiciliate nei comuni periferici che avrebbero voluto firmare, non potendolo fare. Segno che il Parco Ciani è un patrimonio che va ben oltre i confini giurisdizionali della città.Durante queste intense settimane i referendisti hanno prodotto un grande sforzo nell’informare i cittadini in maniera completa ed oggettiva, utilizzando un sito Internet ben strutturato (www.parcociani.ch) e dando spiegazioni a tutti alle varie bancarelle organizzate.Dispiace pertanto che alcuni, contrari alla raccolta di firme, si siano scagliati con tanta veemenza contro di loro, definendoli populisti e demagoghi. Non esiste affermazione più falsa.Ognuno può avere le opinioni che crede sul progetto, ritenendolo valido o meno. Ma mettere in dubbio piani molto chiari e conclusioni logiche è pericoloso.Lo ripetiamo: si tratta di un progetto sicuramente valido per altre realtà, ma non è adatto alla nostra. Soprattutto tocca un comparto, il Parco Ciani, molto sensibile e di grande valore paesaggistico e culturale. I cittadini desiderano che rimanga fruibile ed integro come ora. Abbellirlo è un nostro dovere, snaturarlo costituisce un errore imperdonabile. Un altro elemento essenziale è il costo dell’opera. Un monito per tutti: occorre fare estrema attenzione a come si spende il denaro pubblico, comunale, cantonale o federale che sia, e in quali progetti. Deve sempre sussistere una stretta relazione fra i costi effettivi e i reali benefici di un’opera. Se i vantaggi di un progetto non emergono, ed anzi risultano molteplici controindicazioni, non vale assolutamente la pena sprecare molti soldi. La raccolta delle firme costituisce solo il primo obiettivo di un referendum. L’altro, ben più importante, è quello di vincere la votazione che confidiamo venga indetta in tempi brevi.Da parte nostra continueremo ad informare la popolazione per fugare gli ultimi dubbi e per chiarire definitivamente le idee. Organizzeremo sicuramente occasioni di confronto diretto e di aperto dibattito. Infine fa piacere constatare che i cittadini sanno ancora entusiasmarsi per i temi che li toccano da vicino. Questa può costituire un’altra via per coinvolgerli maggiormente e riavvicinarli alla politica vissuta. Se non altro, e a prescindere da quello che sarà l’esito della votazione, un vincitore c’è già stato e si chiama democrazia.Roberto BadaraccoCapogruppo PLR nel CC di Lugano e membro del comitato referendario “Parco Ciani, giù le mani!”

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