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Roberto Badaracco: Di acqua e non solo
Redazione
16 anni fa

Talvolta i paradossi della politica mettono sotto la luce dei riflettori temi che toccano solo marginalmente i cittadini, mentre altri di elevata importanza pratica passano quasi inosservati. Uno di questi è il nuovo concetto di approvvigionamento idrico dell’agglomerato, sul quale lunedì il Consiglio comunale si chinerà per decidere la concessione di un credito di 25 mio di franchi, una somma rilevante. Un progetto dall’alto valore storico e simbolico che garantirà alla regione le basi per un suo ulteriore sviluppo nei prossimi decenni. L’opera prevede di sostituire l’ultracentenaria condotta del Cusello, con la totale riorganizzazione della parte alta della città e la realizzazione di una centralina idroelettrica. Il demanio forestale del Cusello, posto ai piedi del Tamaro e dei Gradiccioli, costituisce un’area naturalistica di grande pregio. Con molta lungimiranza i politici di fine ottocento decisero l’acquisto di quel comparto e la costruzione di un acquedotto, consci della penuria di acqua in città. Senza quell’investimento (di oltre 100 mio) sicuramente Lugano non sarebbe quella di oggi. L’attuale acquedotto fornisce al dettaglio e all’ingrosso la città, Massagno e altri 16 comuni della cintura, con un bacino d’utenza di 80'000 abitanti, un quarto della popolazione cantonale. Dal 1895 la domanda è notevolmente aumentata e di conseguenza l’approvvigionamento in acqua si è incrementato in maniera esponenziale. Dagli iniziali 2 mio di m/c si è passati agli attuali 12 mio di m/c. Quindi si è registrato un aumento di ben 6 volte. Da una vendita unicamente al dettaglio, dopo la 2° guerra mondiale vi è stata l’apertura anche alla vendita all’ingrosso che ha superato costantemente negli ultimi 30 anni i 2 mio di m/c, toccando punte di quasi 4 mio di m/c. Con la nuova condotta si passerà da una capacità di trasporto finora limitata a 100 l/s ad una di punta di 240 l/s, con generazione di un volume supplementare d’acqua fra i 400mila e 1 mio di m/c. Più acqua significa maggiori riserve e maggiore disponibilità per famiglie ed aziende. Il nuovo concetto di approvvigionamento della città mira alla diversificazione e alla ridondanza (abbondanza) delle fonti e al raggiungimento di un’elevata qualità dell’acqua e degli impianti presenti sul territorio, con una loro migliore connessione ed interdipendenza. Le attuali fonti sono tre: le sorgenti, l’acqua di falda e l’acqua di lago. Quali sorgenti, oltre a quella di Cusello, sussistono quelle di Breganzona e Barbengo. La captazione dell’acqua del lago avviene a Cassarate, mentre i pozzi di acqua di falda si trovano a Ruggì, Manno e Bioggio. Diversificare le fonti significa non dipendere eccessivamente da una sola fonte di approvvigionamento, ciò che accade oggi per esempio con la falda del Vedeggio, e significa pure distribuire i rischi ed i pericoli su più fonti. La città, di concerto con le AIL, intendono diminuire i prelievi dalla falda del Vedeggio, mantenendo e potenziando le sorgenti (Cusello e quelle degli ex comuni) e contemporaneamente far si che la nuova captazione a lago possa avere una valenza regionale. L’obiettivo è quello di raggiungere una loro migliore suddivisione, passando dall’attuale 60% di acqua di falda, 20% di acqua di lago e 20% di sorgenti a circa 1/3 per ognuna. La novità è la realizzazione di una centralina idroelettrica della potenza di circa 800 kW, in grado di produrre 2.8 mio di kWh l'anno, energia elettrica pregiata che genererà un ricavo annuo di circa 0.5 mio di franchi. Sarà possibile approvvigionare le zone più alte anche in situazioni d'emergenza, come nel caso di prolungata panne elettrica, per esempio assicurando l’operatività di una struttura sensibile come l’Ospedale Civico. In una realtà dove Facebook e il mondo virtuale la fanno da padroni, spesso ci si dimentica di infrastrutture vitali per il mantenimento dell’attuale benessere e dell’alta qualità di vita della popolazione. Se dovessimo vivere anche solo un giorno senz’acqua,

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