
Interrogazione - Commissioni di quartiere: Cosa succede? È pensabile una loro riorganizzazione?
Dopo mezzo anno dall’inizio della nuova legislatura nulla si muove su tale fronte. Che intenzioni ha il Municipio?
Onorevoli Sindaco e Municipali,
da sempre il PLR ritiene che le Commissioni di quartiere costituiscano fondamentali istituti della realtà locale, uno strumento istituzionale importante, cerniera fra l’esecutivo centrale di una città e le sue membra, ovvero i quartieri stessi.
La loro esistenza è assodata e non viene messa in dubbio proprio perché indispensabile punto di contatto fra la realtà del quartiere e l’autorità della città. Vere e proprie antenne sul territorio e catalizzatori degli umori della popolazione che vive in un quartiere. Esse garantiscono inoltre un indispensabile flusso di informazioni fra l’autorità e la popolazione locale e viceversa.
È essenziale anche l’attività delle Commissioni di quartiere per il mantenimento e la valorizzazione di puntuali manifestazioni che da anni ricorrono nei singoli quartieri, promuovendo eventi benefici, culturali, ricreativi e sportivi. Tutto ciò rivitalizza la vita locale e può anche scongiurare l’espandersi di fenomeni nocivi quali la microcriminalità.
I quartieri stessi rappresentano elementi centrali di grande importanza per la nuova città. Un perno in grado di incrementare la qualità di vita complessiva e una fucina di progetti ed idee per lo sviluppo sociale, civico ed economico del Comune. Non da ultimo i quartieri sono importanti luoghi di aggregazione ed integrazione.
Una città senza quartieri perderebbe la sua identità e verrebbe impoverita nel suo tessuto socio-economico.
Attualmente le Commissioni di quartiere sono 17 e non comprendono i Comuni aggregati nell’ultima tornata elettorale di aprile. Secondo il Regolamento comunale il Municipio, ogni quadriennio ed entro il mese di luglio, nomina le Commissioni di quartiere (art. 77 Reg Com). Ogni Commissione si compone da 3 a 9 membri. È facoltà del Municipio decidere il numero di membri sulla base della popolazione residente nei vari quartieri.
Ora, dall’entrata in funzione del nuovo Municipio tutto tace e regna grande incertezza intorno a questo tema. Si osservano i primi segnali d’inquietudine, soprattutto nei quartieri aggregati che giustamente vorrebbero far sentire la loro voce nei gremii istituzionali. Ma non solo quelli, anche gli altri quartieri vorrebbero sapere cosa succede. Il tempo passa però e nulla si muove al riguardo!
Non nascondiamo che, vista la grandezza della città e i numerosi quartieri presenti, è forse giunto il momento di ripensare l’intera organizzazione delle Commissioni di quartiere. Una riforma in tal senso potrebbe giovare ad un loro rilancio per una migliore efficienza e capillarità negli interventi.
Sulla scorta delle sopra esposte riflessioni e valutazioni, avvalendoci delle facoltà concesse dalla LOC e dal Regolamento comunale, ci permettiamo cortesemente chiedere a questo lodevole Municipio:
1. Perché dopo le elezioni comunali di aprile il Municipio non ha provveduto a ricostituire le Commissioni di quartiere già attive e a formare quelle nuove nei comuni aggregati da poco entro il mese di luglio, come da Regolamento comunale?
2. Questo ritardo a cosa è dovuto? A un cambiamento di strategia del Municipio? Se così fosse, quale nuovo tipo di approccio intende dare il Municipio?
3. Vista l’estensione della città e il grande numero di Commissioni di quartiere, è pensabile una riorganizzazione delle medesime con accorpamenti fra quartieri, soprattutto di quelli più piccoli?
4. Se per il Municipio queste Commissioni sono importanti, come intende agire per valorizzarle concretamente?
Con perfetto ossequio.
Gruppo PLR nel Consiglio comunale di Lugano
Per il Gruppo: Capogruppo Roberto Badaracco
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