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Risanamento finanziario: riforme e nuovi sgravi fiscali non sono incompatibili
Redazione
19 anni fa
Claudio Camponovo

Il preventivo 2008 del cantone Ticino presenta un disavanzo di 174 milioni di franchi. Come scrive il Consiglio di Stato nella presentazione di questo preventivo, si tratta del decimo risultato d’esercizio in rosso dal 1995 ad oggi. La sola nota positiva di questo preventivo è data dal fatto che il Cantone è rientrato nel cosiddetto autofinanziamento positivo (di 42,8 milioni di franchi); per il resto a preoccupare sono sia gli importanti disavanzi d’esercizio registrati anno dopo an-no, sia l’evidente degrado del debito pubblico. Tutto ciò avviene nonostante un buon incremento delle entrate correnti (+ 3,4 %) rispetto al preventivo dell’anno precedente. Il preventivo 2008 sembra proprio essere lo specchio della situazione di stallo politico che sta vivendo attualmente il nostro Cantone. Il Consiglio di Stato afferma che come per gli scorsi anni “l’obiettivo del Governo rimane comunque il pareggio dei conti entro la fine del quadriennio 2008-2011, come previsto dalla Legge sulla gestione e sul controllo finanziario dello Stato”. Ebbene, dal preventivo 2008 non emergono segnali evidenti della possibilità di raggiungere effettivamente l’obiettivo prestabilito. Si ha quasi l’impressione che il Consiglio di Stato ponga molte speranze nella (sola?) ripresa congiunturale, ma in realtà tutti sanno fin troppo bene che senza scelte di fondo sui futuri compiti dello Stato, il riequilibrio strutturale delle finanze pubbliche rischia di restare un obiettivo difficilmente raggiungibile. E’ comprensibile che il nuovo Consiglio di Stato uscito dalle urne lo scorso 1° aprile voglia affrontare lo sforzo del risanamento finanziario nella massima armonia possibile, ma è altrettanto evidente che prima o poi, ed è meglio che ciò avvenga il prima possibile, le scelte dovranno essere fatte e non sarà possibile accontentare tutti. Al di là della calma politica attuale in Governo, che essa sia apparente o meno, il Consiglio di Stato è chiamato ad operare finalmente scelte di fondo sulla spesa pubblica, senza dimenticare gli investimenti e le priorità politiche. Scelte che dovranno ricondurre definitivamente la spesa pubblica entro binari paralleli alla crescita economica cantonale. In questo senso anche il Parlamento cantonale dovrà dimostrare grande disciplina nel perseguire l’obiettivo del risanamento delle finanze pub-bliche cantonali, non deviando da questa strada per avallare voci di spesa non indispensabili o non tali da moltiplicare gli effetti positivi della ripresa economica. La Ccia-TI ribadisce la convinzione che non vi sia alcuna incompatibilità fra gli obiettivi del risanamento finanziario, le riforme fiscali e un nuovo pacchetto di sgravi fiscali, per ridare finalmente slancio all’economia cantonale. In questo senso, procedere per gradi, cioè affrontare prima il risanamento finanziario e poi le riforme e gli sgravi fiscali, appare una scelta poco lungimirante, tanto più che molti altri Cantoni svizzeri stanno procedendo a importanti riforme fiscali che ne miglioreranno la competitività economica e fiscale. Considerati i tempi della politica cantonale e il non emergere sinora di una chiara volontà di risanamento finanziario, procedere timidamente per gradi, come sembra voglia fare il Consiglio di Stato, rischia seriamente di far perdere al Ticino il treno del rilancio economico e di condurci piutto-sto verso un inesorabile declino economico e finanziario.Claudio Camponovo, direttore CCIA-TI

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