
La narrativa dei contrari alla riforma fiscale in votazione il prossimo 9 giugno si concentra su un singolo elemento della stessa, per denunciare un presunto regalo ai ricchi che costituirebbe un’ingiustizia nei confronti degli altri contribuenti. Questa retorica non solo è falsa e fuorviante, ma anche mirata a occultare le opportunità ed i notevoli benefici di cui beneficerebbe tutta la popolazione in caso di accettazione della riforma.
Attualmente, la fiscalità in Ticino ha già un orientamento molto sociale: i ceti meno abbienti beneficiano di importanti sgravi e sussidi e il ceto medio di condizioni fiscali in linea con il resto della Svizzera. Quindi, qual è il problema? Il problema consiste nel fatto che coloro che coprono una parte sostanziale dei costi generati da questa fiscalità sociale, vale a dire quell’1% di contribuenti facoltosi che genera il 33% del gettito fiscale del Cantone, sono al contrario molto svantaggiati. In effetti, in uno Stato federale dove la concorrenza fiscale è una realtà, il Ticino risulta essere tra i Cantoni in assoluto meno attrattivi per questa fascia di popolazione. Riportando l’attrattiva del nostro Cantone nella media Svizzera anche per gli alti redditi, la riforma fiscale creerebbe opportunità di cui beneficerebbero tutti i cittadini.
In primo luogo, i contribuenti facoltosi che già vivono in Ticino ci rimarrebbero ed altri ancora sarebbero incentivati ad eleggervi domicilio. Come illustrato pocanzi, ciò andrebbe ad alleviare i contribuenti più modesti da un carico fiscale maggiore. Inoltre, grazie ad una tassazione più equa del capitale di previdenza, anche i neopensionati, destinati a crescere fortemente nei prossimi anni, sarebbero incentivati a mantenere il proprio domicilio in Ticino, continuando a contribuire anch’essi al gettito fiscale cantonale.
In secondo luogo, riducendo le imposte di successione attualmente in vigore si rafforzerebbe la competitività e la capacità di investimento delle imprese famigliari, tassello fondamentale del tessuto economico ticinese, contribuendo a garantirne la continuità. Così facendo, verrebbero al contempo garantiti impieghi e posti di tirocinio ben radicati nel territorio, a beneficio dei nostri giovani e di tutta la collettività.
Infine, in un momento in cui il rincaro generalizzato mette sempre più in difficoltà la popolazione, la riforma fiscale consentirebbe non solo di aumentare il montante delle deduzioni professionali, ma soprattutto di mitigare gli effetti dell’aumento del 3% del coefficiente d’imposta cantonale, previsto nel 2024, con uno sgravio lineare per tutti i cittadini.
In conclusione, chi ancora pretende che la riforma fiscale sia ingiusta è evidentemente in cattiva fede. Infatti, chi si esprimerà contro questa riforma sensata ed equilibrata, si assumerà il rischio di impoverire il nostro territorio. Perciò, dopo anni di attesa e tentennamenti, cogliamo l’opportunità di promuovere la crescita economica del nostro Cantone e di garantire una fiscalità più equa e conveniente per tutti, esprimendo un chiaro SÌ il prossimo 9 giugno.

