Massimiliano Robbiani
Riduzione dei consiglieri comunali a Mendrisio: melina politica o rispetto delle regole?
Redazione
27.10.2026 10:13

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Quando una proposta politica dà fastidio o
rischia di raccogliere troppi consensi, nei cassetti della politica locale c'è
sempre un manuale pronto all'uso: quello per prendere tempo, girare intorno al
problema e rimandare le decisioni allegramente a data da definirsi. È quanto
sta accadendo a Mendrisio attorno alla mozione interpartitica – di cui sono
primo firmatario – che chiede di ridurre il numero dei consiglieri comunali da
60 a 45.
La Commissione delle petizioni sapeva
benissimo come andava gestito l'incarto: un bel rapporto e l'invio diretto in
Consiglio comunale per la discussione e il voto. Una procedura lineare, pulita,
democratica. E invece no. Per evitare che la mozione numericamente passi e
diventi operativa già per la prossima legislatura, si è pensato bene a un
escamotage: passare l'incarto a tutte le 10 commissioni di quartiere per una
«valutazione».
Una mossa che definire irrituale è un
eufemismo. Le commissioni di quartiere non hanno alcuna competenza né
legittimità per decidere su una mozione presentata da un consigliere comunale:
la legittimità spetta unicamente e rigorosamente al Consiglio comunale riunito
in seduta plenaria. Qualche commissione, giustamente, ha già fatto notare che
non sono affari loro. C'è da augurarsi che lo facciano tutte.
Il fine di questa operazione è fin troppo
trasparente: perdere tempo. Trascinare la questione oltre la prossima
legislatura, insabbiare una decisione che in Consiglio comunale avrebbe buone
probabilità di trovare una maggioranza (fatti salvi i ribaltoni a cui la
politica ci ha abituato) e bloccare una chiara volontà espressa dai
consiglieri.
Non è una novità. Alla Commissione delle
petizioni le cose che non piacciono vengono bocciate subito; per quelle che
invece rischiano di passare, si trova sempre la scappatoia per allungare il
brodo. Inventarsi di tutto pur di frenare le iniziative della Lega dei
Ticinesi, dei Robbiani e degli altri gruppi politici che hanno aderito a questa
proposta significa mancare di rispetto alle regole democratiche e al lavoro di
chi siede in Consiglio con serietà.
La democrazia ha bisogno di trasparenza, di
rispetto dei ruoli e dei doveri istituzionali. Sfruttare mezzucci procedurali
per eludere il voto dell'aula non fa onore a chi amministra la cosa pubblica. I
cittadini e i consiglieri comunali meritano serietà, non rinvii di comodo.
Massimiliano Robbiani, Lega dei Ticinesi,
Mendrisio

