
Le carte giornaliere per i Comuni sono un importante opportunità offerta alle cittadine ed ai cittadini, che in particolare in Ticino non sempre hanno interesse ad acquistare altre forme di abbonamento per il trasporto ferroviario, di poter utilizzare questo mezzo di trasporto ecologico quantomeno per occasionali spostamenti verso il resto della Svizzera: basti pensare alle gite di uno o due giorni da parte ad esempio di persone anziane. Un servizio peraltro al quale hanno proprio per questo aderito molti Comuni ticinesi, che mettono a disposizione praticamente a prezzo di costo queste carte ai loro sportelli. I Comuni che peraltro sono chiamati a dare un contributo notevolmente accresciuto al finanziamento del trasporto pubblico regionale, con importanti ripercussioni anche sui loro conti annuali. Per questo lascia di stucco la notizia secondo cui le FFS a partire da dicembre 2010 intendono aumentare del 15% (!) il costo delle carte giornaliere per i Comuni e come se non bastasse limitarne la validità durante i giorni feriale solo a partire dalle ore 9. Una misura quest’ultima assolutamente ridicola se pensiamo che in Ticino, oltre ad essere un Cantone periferico, sono poche centinaia le carte in circolazione e mal si vede come i loro utilizzatori possano causare un sovraccarico dei mezzi durante le ore di punta del mattino. A meno che lo scopo delle FFS non sia un altro, nel qual caso ci chiediamo oggettivamente quale esso sia. La cosa certa è che dette carte diverranno molto meno interessanti e con ogni probabilità molti Comuni rinunceranno a fornire ancora questo servizio molto apprezzato in futuro. Fatta questa premessa sottopongo pertanto al Consiglio di Stato i seguenti quesiti: consapevole che la decisione delle FFS non dipende ovviamente dal governo ticinese, ma nell’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica su una scelta che riteniamo altamente inopportuna, chiedo se il Consiglio di Stato è stato informato della decisione, se ne ha preso atto e discusso e come la giudica? Il Consiglio di Stato intende intervenire presso la Direzione FFS per farla retrocedere da questa decisione? Il Consiglio di Stato intravvede altre vie d’uscita per garantire un comodo ed economico accesso ai mezzi pubblici e in particolare al trasporto ferroviari per coloro i quali vi fanno ricorso soltanto saltuariamente, ma non per questo possono esimersi dal trovare soluzioni economicamente vantaggiose? Riccardo Calastri, deputato PLR in Parlamento
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