
La valenza cantonale (ma anche nazionale) del Parco del Piano di Magadino – 2300 ha - è data non soltanto dal fatto che esso risulta ormai essere l’ultimo territorio pianeggiante non ancora interamente occupato dalle attività umane del Ticino o dai biotopi di valenza cantonale e nazionale ivi censiti, bensì molto più concretamente dal semplice fatto che con la votazione popolare del 30 settembre 2007 il popolo ticinese è stato chiamato ad esprimersi sul collegamento stradale A2-A13 e, tramite il suo no, ha assegnato alla preservazione dell’area interessata dalla Variante 95 un valore di interesse pubblico maggiore rispetto all’urgenza di un collegamento necessario del Locarnese alla rete autostradale nazionale.
Se da un lato quindi i Comuni che hanno potuto pianificare liberamente le loro zone di pianura (Campagna Adorna nel Mendrisiotto, Pian Scairolo nel Luganese) ne hanno tratto grandi benefici economici, non soltanto i Comuni del Piano di Magadino saranno chiamati a finanziare questo progetto, ma dovranno rinunciare definitivamente a disporre di questo patrimonio pregiato, per decisione del Cantone.
Con il controprogetto indiretto all’iniziativa sui canoni d’acqua o “inizativa di Frasco”, si è riconosciuto ai Comuni delle regioni montane il valore della risorsa idrica che proviene dai loro territori e dalla quale il Cantone trae beneficio appunto tramite l’incasso dei canoni d’acqua, modificando l’articolo 15 della Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale (LPI) e assegnando un finanziamento cantonale pari al 30% delle citate entrate, quale ulteriore contributo versato ai Comuni per tenere conto della loro situazione geografica sfavorevole.
Per analogia, ai Comuni che mettono concretamente a disposizione di tutto il Cantone il territorio interessato dal Piano d’utilizzazione cantonale del Parco del Piano di Magadino – una volta che quest’ultimo sarà approvato – ritengo che vada riconosciuto analogo contributo, per il tramite della LPI, tramite i criteri che il Gran Consiglio deciderà di stabilire, ma che dovrebbero comprendere la porzione di territorio messa a disposizione da ogni singolo comune e la rispettiva forza finanziaria oppure ancora del gettito delle persone giuridiche, visto che anche a causa dell’impossibilità di disporre di questa parte di territorio, questi comuni in futuro potranno risultare penalizzati sotto questo profilo.
Chiedo quindi che la LPI sia modificata ai sensi di quanto in precedenza espresso e che allo scopo si preveda lo stanziamento di un contributo di 30 milioni di franchi annui, con l’inserimento di un nuovo articolo 15 bis nella LPI, come segue:
Art. 15 bis (nuovo)
1 Per la messa a disposizione, per interessi pubblici cantonali, delle superfici sul Piano di Magadino (PUC), il Consiglio di Stato accorda un contributo ricorrente pari a 30 milioni di franchi ai Comuni del Piano.
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